BUCHE A ROMA: IO UNA COSA VORREI SAPERE

DI ALBERTO CRESPI

… sì, una cosa vorrei sapere: chi sceglie l’asfalto con cui pavimentare le strade di Roma? E badate: non scrivo la parola “Raggi”, o meglio la scrivo – l’ho appena scritta! – solo per discolparla, a ‘sto giro: perché Roma è così da sempre e pare proprio non si riesca a rimediare a un danno irreparabile.

Mi spiego. Roma ha retto tutto sommato discretamente la nevicata di lunedì mattina. Però oggi, mercoledì, mentre il ghiaccio lentamente scompare emergono voragini nell’asfalto di quasi tutte le strade. Oggi ho percorso un tratto della Colombo per poi arrivare sulla Tuscolana: ci sono nuove buche molto fastidiose. Non voragini dove può sprofondare una macchina, sia chiaro (era un’iperbole), ma buche che, se non le vedi, possono distruggerti una ruota (cosa che credo sia capitata al 90% degli automobilisti romani; a me, per esempio successe in via Gianbattista Marino: nel signorile quartiere di Monteverde, non in una periferia degradata…). Sono quasi sempre vecchi rattoppi, in cui si vede a occhio l’asfalto diverso: bastano due notti di ghiaccio perché il rattoppo si sbricioli e riemerga la vecchia buca.

Ora, direbbe lo Zingaro, io una cosa vojo sape’: chi, negli anni e nei decenni, ha gestito il business dell’asfalto in questa città? Quale azienda se ne occupa? Perché qui ci sarebbe da chiedere miliardi di danni: l’asfalto di oggi dura il tempo di una nevicata mentre l’Appia Antica, costruita duemila anni fa, è intatta. Non voglio fare le consuete battute populiste. Non voglio dire agli amministratori: guardate Mosca, guardate Stoccolma, guardate la Siberia. Resto più vicino. Sono appena stato, come ogni inverno, a Berlino per il festival. Lì nevica più volte all’anno e si va regolarmente sotto zero. Le strade sono perfette. Basta una telefonata da sindaco a sindaco: scusa, collega, mi dai l’indirizzo della società che ti asfalta le strade? Posso chiamarli da parte tua? Magari ci metti una buona parola? Danke, a presto.

In realtà, dalla Germania o da altri paesi, dovremmo forse importare un intero squadrone di amministratori. Ci vuole l’allenatore straniero, questa è la verità. D’altronde con chi le abbiamo vinte le Champions, almeno noi? Con Herrera e Mourinho. Meditiamo gente, meditiamo.