SIRIA, VIOLATA LA TREGUA UMANITARIA A GHOUTA EST

DI CLAUDIA SABA

La tregua in Siria, approvata il 24 febbraio dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, anche questa volta non è stata rispettata.
Secondo l’Osservatorio locale per i diritti umani, infatti, il regime siriano avrebbe violato ancora l’accordo e nella mattinata di ieri ha nuovamente bombardato la Ghouta orientale alle porte di Damasco, considerata la roccaforte dei ribelli. Nei nuovi raid sarebbero morte almeno sette persone mentre i feriti sarebbero più di 30. Vanno ad aggiungersi ai 500 già morti nei 7 giorni precedenti a causa dei raid che si sono abbattuti sulla Ghouta orientale. Tra le persone uccise almeno 21 sarebbero bambini.
Le donne siriane invece, sarebbero costrette a subire abusi degli operatori Onu per poter ricevere il cibo che gli spetterebbe di diritto.
La Croce rossa internazionale è tornata a chiedere corridoi umanitari per evacuare feriti e civili che vogliono lasciare il paese, ma fino ad ora
nulla è stato fatto in tal senso.
Secondo l’Onu in queste zone vivono circa 400 mila persone.
Il governo siriano sostiene che i ribelli, i loro familiari e i civili vengono usati come scudi dalle forze antigovernative che stanno bombardando Damasco.
Le foto arrivate dall’aerea in questione, mostrano in gran parte civili nelle zone più abitate mentre i combattenti si trovano ai confini della provincia per respingere gli attacchi.
Il conflitto siriano potrebbe sovrapporsi anche con un’altra crisi.
Quella tra Corea del Nord e Occidente. Alcuni esperti dell’Onu sostengono che Pyongyang avrebbe fornito al governo siriano materiali per la fabbricazione di armi chimiche e che alcuni tecnici nordcoreani stiano lavorando per produrre ordigni chimici e missili in Siria.
Un delirio che sembra non avere più fine in cui, il più delle volte, sono l’indifferenza e l’abitudine a prevalere.
Anche il dolore sembra ormai diventato “normale”.
Migliaia di bambini uccisi, intere generazioni rase al suolo mentre il mondo intero, continua a tacere.
Chi riuscirà a sopravvivere a questo inferno, non potrà avere mai più, un’esistenza normale.