TRAGEDIA A CISTERNA LUIGI CAPASSO E LE FRASI SCRITTE SU FACEBOOK

DI CLAUDIA SABA

“Non dire mai, a me non accadrà, io non lo farei mai, perché la vita sa essere imprevedibile e nessuno è immune da certe cose. Tutto capita anche quello che mai avresti immaginato”.
Era il 10 febbraio quando Luigi Capasso, il carabiniere che ieri a Cisterna di Latina ha sparato alla moglie e poi ucciso le sue bambine, postava queste frasi sui social.
Segnali che oggi, alla luce di quanto accaduto, assumono una veste inquietante e dolorosa nella tragedia di ieri, consumata tra le mura della villetta di via Collina dei Pini a Cisterna di Latina.
Negli ultimi tempi Capasso postava foto e frasi che oggi, assumono significati sconcertanti. Rabbia e rancori per la separazione dalla moglie, a volte delusione e sconforto. In un post aveva scritto: “Non saprai mai quanto sei forte finché non sarai costretto ad esserlo”. E poi: “Non sentirti mai inferiore a chi si crede superiore a te, anche la pioggia viene dall’alto, ma finisce sempre per cadere ai nostri piedi”.
Un altro post di gennaio riportava: “A volte ti prende la voglia di diventare cattivo, ma purtroppo lo dici ma poi non lo fai, per il semplice motivo che cattivi si nasce” E poi: “Il tempo e la pazienza possono più della forza e della rabbia”.
Segnali che oggi appaiono molto più che semplici post gettati a caso sui social.
Qualcuno che lo conosceva lo avrebbe definito arrogante, un maschilista borioso con le donne.
Un soggetto convinto che un uomo potesse tradire la propria donna, proprio perché “uomo”.
La sua donna, invece, una santa, pronta a subire e perdonare i “bisogni” del proprio uomo.
E chissà quante cose avrà dovuto subire Annamaria, chissà quante cose non dette per vergogna, neppure alla sua migliore amica.
Da voci appena sussurrate, sembrerebbe che Luigi Capasso amasse molto fare conquiste femminili e che Antonietta in qualche modo, lo avesse scoperto.
Da lì la decisione della moglie di porre fine al loro matrimonio.
Pare lui pretendesse il perdono e lei non se la sia sentita proprio di perdonarlo.
Poi a settembre Antonietta è stata massacrata di botte sotto casa e al lavoro. Le figlie avevano visto tutto e la rottura di Luigi era diventata insanabile anche con le figlie che non volevano più stare con lui.
Antonietta era una credente e amava moltissimo suo marito.
Era pur sempre il padre dei suoi figli e per non rovinargli la carriera aveva scelto di fare solo un esposto, senza denunciarlo.
Ora la moglie, lotta tra la vita e la morte all’ospedale San Camillo di Roma. Le sue condizioni sono stazionarie e nelle prossime ore dovrebbe essere sottoposta ad un’altro intervento.
Il ministro dell’Interno Marco Minniti, nella trasmissione televisiva di La7 “L’Aria che tira”, ha commentato in diretta la vicenda:”Quanto accaduto è assolutamente inaccettabile per le mie responsabilità. Potrei cavarmela dicendo che formalmente non c’è stata denuncia e quindi non si è messo in moto il meccanismo ma a volte ci sono troppe sottovalutazioni e non si comprende la minaccia in campo. Su queste questioni ci sono troppe sottovalutazioni, per troppo tempo non si comprende quale minaccia è messa in campo. Su questo tema dobbiamo prendere un impegno d’onore, nessuno di noi deve sottovalutare, in un grande Paese questo non può e non deve avvenire. Nessuno di noi deve sottovalutare quando discutiamo di tragedie consumate, con anche solo in un angolo del cervello l’idea che si poteva evitare”.
Dovremmo impegnarci tutti a non sottovalutare mai le parole. Le parole sono importanti e le azioni lo sono altrettanto.
Educare le nuove generazioni ad una nuova cultura, è fondamentale. Ricordiamo che quando un uomo uccide la sua compagna, sua moglie o la sua amante, non è un uomo malato e questa
parola andrebbe cancellata dal vocabolario della violenza di genere.