UNA DONNA ALLA GUIDA DEL SINN FEIN, ECCO LA VERA RIVOLUZIONE DELL’IRA

DI MARINA POMANTE



La prima cosa che viene da chiedersi è proprio cosa sia il Sinn Féin, una realtà politica distante dagli approcci nostrani, avvezzi a guardare i partiti nazionali e al limite, quelli che fanno parte della panoramica abituale alle nostre questioni europee. Sono però in realtà, molte le forze politiche che determinano le scelte e le tendenze dell’Europa, anche se naturalmente lo sono in “quota percentuale” alla popolazione che questi rappresentano.
Il Sinn Féin, che letteralmente significa “noi stessi”, mentre portato in inglese esprime: “ourselves alone” e che una traduzione più consona all’italiano lo rende: “noi altri soli”, è un movimento indipendentista dell’Irlanda, sorto nel 1905 per volere di Arthur Griffith (un patriota e politico irlandese di origine gallese). Il Sinn Féin è di fatto, un partito repubblicano di sinistra.
Dal 2005 è il più forte partito fra i cittadini cattolici dell’Irlanda e per questa ragione, spesso viene indicato erratamente da molti come: partito cattolico nord-irlandese e la sua presenza in Parlamento risale al 1997.
E’ dal 1989 che nella Repubblica d’Irlanda il Sinn Féin continua a veder crescere il numero dei propri elettori e alle elezioni generali del 2016 è divenuto il terzo partito della Repubblica, attestando i consensi al 13,8% pari ad una presenza di 23 seggi.

Oggi il Sinn Féin è un partito indipendentista, che sostiene l’unità irlandese ed è attivissimo soprattutto nell’Irlanda del Nord. E’ l’Organo politico dell’IRA (Irish Republican Army).

Fino a questo febbraio, il suo leader è stato Gerry Adams, un membro di una delle più note famiglie repubblicane di Belfast, da sempre attivista nella causa. Adams per reati connessi all’IRA, in passato fu condannato a 5 anni di carcere che scontò nella prigione di Crumlin Road a Belfast.
L’assunzione della leadership di Adams del partito, ha condotto alla fine degli anni ’80 ad un dialogo con il leader dello SDLP John Hume che avrebbe dovuto portare ad un processo di pace il Governo statunitense di Bill Clinton con quello Irlandese.
Le ombre su l’ormai ex leader del Sinn Féin, le ha sollevate la BBC (British Broadcasting Corporation), secondo la quale, nella “voce” in lingua inglese di Gerry Adams su Wikipedia, sono stati eliminati i riferimenti ad articoli di giornali nei quali era riportato che la polizia avesse ritrovato impronte digitali dell’uomo politico repubblicano su un’automobile usata per un duplice omicidio nel 1971. Il tutto sarebbe partito da un computer del Vaticano.

Martin McGuinness è un altro personaggio chiave del partito, ha ricoperto la carica di vicepremier nel governo di coalizione nord-irlandese fino alla sua morte nel 2017.
Anche se non ufficialmente, secondo molte fonti, i due sarebbero stati membri del Consiglio dell’Esercito (Army Council) dell’IRA, braccio armato del partito durante gli anni della guerra.

Il Sinn Féin è rappresentato al Parlamento Europeo da 2 europarlamentari, uno eletto nella Repubblica d’Irlanda e uno nel Regno Unito, iscritti al gruppo della Sinistra Unitaria Europea – Sinistra Verde Nordica (GUE/NGL)
Alle Elezioni del 2017 il partito ha ottenuto una percentuale del 27,9% dei voti alle elezioni per il Parlamento dell’Irlanda del Nord.

Critiche sono state mosse all’indirizzo del SF, da parte di frange estremiste Nordirlandesi. Partiti più propriamente repubblicani, come il Republican Sinn Féin e il 32CSM (32 County Sovereignty Movement) cioè: Movimento per la sovranità delle 32 Contee. Questi, accusano il Sinn Féin di avere un atteggiamento collaborazionista nei confronti degli Unionisti e verso la Gran Bretagna.

Il futuro è donna, è infatti Mary Lou McDonald che succede a Gerry Adams, mentre in Ulster è Michelle O’Neill a sostituire Martin McGuinness.
Da ora quindi, l’IRA avrà nei ruoli di comando da una parte e dall’altra del confine irlandese, una conduzione al femminile. A nord. nelle contee dell’Ulster soggette alla Gran Bretagna, la O’Neill ha preso la guida del Sinn Féin, mentre a sud, nella Repubblica d’Irlanda, si è insediata la McDonald, in seguito alle dimissioni di Gerry Adams che nei giorni scorsi aveva annunciato l’abbandono della presidenza nazionale del partito.

Per il Sinn Féin (o meglio, per l’IRA) la guida delle nuove conduttrici politiche, rappresenta non solo un passaggio di genere, ma anche di generazione, infatti le due leader hanno iniziato il loro percorso politico quando l’IRA aveva già superata la fase della lotta armata ed era iniziato il processo di sdoganamento verso una più formale e pragmatica attività politica. Sia Adams che McGuinness, anche se non c’è mai stata da parte loro un’ammissione ufficiale, non rappresentavano solo i capi politici ma erano considerati veri e propri capi militari della guerriglia repubblicana.
Il punto di non ritorno, la svolta politica, è avvenuta il 20 gennaio quando il partito riunito a Belfast ha confermato la McDonald, come candidata unica alla sostituzione di Adams che lo scorso novembre si era dimesso dalla presidenza del partito dopo un percorso iniziato nel 1983. Come dichiarato dallo stesso Adams, questa è una decisione che fa parte di un piano decennale per il risanamento del partito.
Quello che il Sinn Féin vuole ottenere adesso è guadagnare il sostegno delle donne e dei giovani, poiché è su loro che fa sempre meno presa il fascino della lotta armata combattuta contro gli inglesi.
E’ frutto dell’evoluzione dell’ideale sociale e politico un processo che prevede il passaggio dall’attività destabilizzatrice della lotta, all’approdo politico ufficiale, una rivoluzione che seppure abbia dispensato sangue e morte, attentati e vere e proprie azioni paramilitari, ora deve condurre la propria testa ad impegni concreti di Governo. Altrimenti, la lotta armata resterebbe un capitolo nefasto, fine a se stesso.
Il compito di attrarre le nuove generazioni spetta quindi alla MCDonald, laureata in letteratura al Trinity College a Dublino, che dichiara quasi con tono scherzoso: “Sono cresciuta guardando Gerry Adams in televisione, non avrei mai immaginato che il 10 febbraio del 2018 sarei diventata il suo capo”.
Le origini della leader entrante, sono quelle che il Sinn Féin sta cercando per rinnovare l’immagine indipendentista di sinistra: McDonald fa parte della middle class irlandese, è cresciuta a Rathgar, uno dei sobborghi più elitari della capitale e ha frequentato una scuola privata. Ha iniziato la sua storia politica al Fianna Fail verso la fine degli anni ‘90, ma un paio d’anni dopo è passata al Sinn Féin. Ha detto: “La verità è che nessuno potrà mai ricoprire il ruolo di Gerry Adams, io sarò me stessa. Camminerò con le mie gambe e insieme faremo un viaggio ricco di opportunità e sfide”.
E’ proprio da Mary Lou McDonald che tutti attendono l’ulteriore step verso la consacrazione del Sinn Féin come partito di coalizione del Governo di Dublino, grazie anche ad una “riscrittura” della politica al suo interno che vede adesso abbandonare dal SF una posizione intransigente che era ostativa ad un ruolo di minoranza nel Governo.
Era proprio a causa di Gerry Adams che aveva sempre imposto la linea dura, che un salto in avanti non si era fin’ora nemmeno potuto ipotizzare ed i due partiti irlandesi di maggioranza, il Fine Gael e il Fianna Fail, non avrebbero mai preso in considerazione alleanze con Adams che aveva un passato che incrociava e si sovrapponeva all’IRA dei periodi più caldi… Ora sotto la direzione della McDonald la formazione Sinn Féin, costituisce un utile apporto per ottenere i numeri per governare e in vista della possibilità di arrivare alle elezione politiche già dal prossimo anno, potrebbero dischiudersi scenari nuovi, poiché dal Fianna Fail (che attualmente appoggia dall’esterno un Governo del Fine Gael) sono già iniziate discrete aperture di dialogo sulla possibilità di accordi con il Sinn Féin; se come gli osservatori lasciano intendere, questo dovesse compiersi, il cammino dell’IRA, verso l’istituzionalità e l’ufficialità sarebbe sancito ed avverrà con un’impronta femminile.
Si prevedono timide resistenze interne da parte dei nostalgico-integralisti, ma il progresso ideologico non potrà subire una tappa d’arresto ulteriore, le scelte nei ruoli chiave delle quarantenni Mary Lou McDonald e Michelle O’Neill, ne sono testimonianza evidente.