I TANTI DUBBI SUI TAGLIANDI ELETTORALI ANTIFRODE

DI MATTIA SBRAGIA

In un tripudio di entusiasmo collettivo, sostenuto dai “social”, sono incappato in una nuova  gabola elettorale. Il Ministero delgli Interni sta diffondendo addirittura un “tutorial” (una spiegazione guidata) per le elezioni politiche 2018. Introducendo(al volo) delle nuove schede elettorali con “tagliando antifrode”. Ci sono le sostituzioni di schede dentro le cabine elettorali, è vero. Ma sono abbastanza anziano da capire che frodi con scheda elettorale al momento del voto, rappresentano casi rari. Casomai si sanno di brutti utilizzi post-voto. E si va da eliminazioni di schede scomode, a semplici attribuzioni di schede bianche all’atto dello spoglio. Ma questo tagliando antifrode, nominale, collegato alla scheda singola del singolo elettore identificato,  a mio parere diventa a tutti gli effetti una palese violazione del diritto di segreto dell’urna. Di controllo capillare del pensiero politico di ciascun elettore.

Di qui alla repressione di ideologie non apprezzate o non allineate è intuibilmente, sempre a mio parere,  passo molto breve e diretto. Quale frode può mai commettere un singolo elettore chiamato ad esprimere il proprio “orientamento” di pensiero politico o di preferenze  in riferimento a soggetti in corsa (e questa sì è una frode che nessuno ha mai fatto notare rispetto alla libertà assoluta di scelta elettorale) se non l’astenersi dal voto e/o l’annullamento della scheda medesima per improprietà procedurale (un ics X su un foglio prestampato, segnata nel posto sbagliato)?

Sembra piuttosto la materializzazione di un sogno totalitario sempre accarezzato e mai, finora, realizzato: il controllo totale di una “base” popolare da sottomettere e schiavizzare usando la vecchia arma dei mediocri film di fantascienza, cioè la repressione di ideologie “diverse” monitorate e schedate con asettici “tagliandi antifrode” uninominali e personali. Voglio augurarmi che questo non sia e che il Ministero in questione non abbia saputo presentare un semplice bollino anti intrusione nella scheda elettorale, destinato invece ai furbetti del riutilizzo delle schede. Ma nell’Italia di oggi il dubbio è lecito….