IL FASCISMO NON E’ MORTO. E CI STIAMO IMPOVERENDO COME NELLA GERMANIA ANNI 20

DI FRANCO BERARDI

Berlusconi e Minniti all’unisono hanno dichiarato che il fascismo è morto. Berlusconi ha dichiarato che il pericolo adesso è l’antifascismo, e Minniti ha mandato le guardie a bastonare e innaffiar con gli idranti gli studenti per proteggere le camicie nere (annegare la gente è la sua vocazione).
Cerchiamo di capire bene cosa significa questo, perché stiamo entrando in una fase pericolosa e oscura. Significa che nella prossima fase dovremo affrontare due offensive simultanee: l’offensiva finanziaria sottoporrà la società italiana a un prelievo eccezionale, a un impoverimento violento come quello che la Grecia ha subito negli ultimi cinque anni. Ma questa offensiva sarà accompagnata da una violenza statale ben più feroce di quella che hanno subito i greci. Gentiloni e Berlusconi saranno impegnati a imporre la devastazione di quel che resta della società e le carogne nere saranno utili per l’offensiva contro quei settori della società che vorranno difendersi.
Attenzione: la dinamica che si sta dispiegando è la stessa che si dispiegò in Germania negli anni ’20 e ’30: impoverimento e umiliazione politica della società, instabilità politica e tradimento della sinistra, volontà di vendetta dei lavoratori impauriti, individuazione di un capro espiatorio da eliminare: ieri gli ebrei oggi i migranti. I candidati al ruolo di Fuhrer si stanno presentando, quello che appare meglio piazzato al ruolo è l’affogatore in capo, al quale razzistelli di ogni ordine e grado riconoscono le virtù di assassino di cui abbiamo bisogno .
Questo vuol dire che il fascismo sta tornando? No. La dinamica sociale che portò Hitler al potere è in pieno svolgimento, coloro che dicono che il fascismo è morto usano le camice nere come Hitler usò i proletari in camicia bruna. Ma questo non significa che assistiamo a un ritorno del fascismo storico. Il fascismo era portatore di un’energia futurista che oggi manca perché non c’è più alcun futuro in vista. Il neoliberismo l’ha consumato tutto, e ora rimane solo la disperazione e la voglia di vendetta. Avremo forse la violenza del fascismo senza le promesse gloriose del fascismo, senza giovinezza giovinezza, perché i pochi giovani scappano all’estero.
E allora?
E allora dobbiamo prepararci a difendere l’esistenza della società e la nostra vita. Con tutti i mezzi necessari. Uno di questi mezzi è una forza politica che sappia farsi nucleo di una resistenza.
Viola Carofalo ha detto che Potere al popolo è l’unica forza di sinistra che si presenti alle elezioni. E’ vero, dato che il partito di Cofferati e D’Alema ha un lungo curriculum di autoritarismo e di servilismo verso la finanza.
Un amico carissimo, certo più furbo di me, mi ha scritto una lettera che dice: “ma perché voti Cofferati poi ti dai del coglione, voti 5stelle poi ti dai del coglione? Non fai prima a non votare nessuno e bona lé?”
Non che non ci avessi pensato, naturalmente.
Molti schizzinosi storcono il naso davanti parole come potere e come popolo. Li capisco. Altri reclamano purezza libertaria contro le elezioni. Li capisco.
Però questa volta non è questione di purezza e di coerenza dei concetti: è questione di vita o di morte. Perciò stavolta voto Potere al popolo, io che sono libertario e schizzinoso. Poi se sbaglio mi darò del coglione per la terza volta, ma almeno le ho provate tutte.