SILENZIO ELETTORALE. NON PARLIAMO DI POLITICA. MA DI DIRITTO

DI MASSIMO RIBAUDO

 
 Se un Parlamentare eletto con il M5s o un ministro nominato dallo stesso non farà quello che ordina il suo capo politico, dimettendosi o aderendo al Gruppo Misto, gli verrà intentata una causa per DANNO D’IMMAGINE al M5s.

Questo ha detto Di Maio da Vespa.

Chiaramente lui dimentica, o non sa, che, una volta eletto o nominato, il Parlamentare o Ministro soggiace, per la sua attività politica e amministrativa, alle regole del diritto pubblico e costituzionale, non a quelle del diritto privato delle associazioni non riconosciute quali sono i movimenti e i partiti politici. Però, fino a quando si è candidati, si può dire quello che si vuole.

Il danno d’immagine, poi, riguarda singoli soggetti o persone giuridiche. E il M5s, così come tutti i partiti e i movimenti politici, non ha la personalità giuridica.

Carissimi giuristi, in questo weekend io direi di divertirci a risolvere un quesito.

Cosa ci farà Luigi Di Maio con i contratti firmati dai candidati parlamentari e ministri?

a) Ci si pulisce il naso.
b) Coriandoli per il prossimo carnevale.
c) Impacchettamento delle porcellane e i vetri di Murano della zia
d) Origami
e) Aereoplanini di carta
f) Palline di carta da tirare alla Taverna nei momenti di noia