FIRENZE: SPARA E UCCIDE A SANGUEFREDDO UN PASSANTE SENEGALESE

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

Arrestato l’omicida di Idy Diene, 54 anni. Sul ponte Vespucci di Firenze, un centinaio di connazionali della povera vittima protestano per paura.
Questa mattina, sul ponte Vespucci, nei pressi del centro storico di Firenze, Pirrone, ex tipografo in pensione, ha ucciso a freddo, con sei colpi di pistola Idy Diene, ambulante senegalese. Ai poliziotti che lo hanno portato in questura, l’uomo ha raccontato che avrebbe voluto uccidersi, ma non trovando il coraggio, avrebbe deciso di uccidere qualcuno a caso, per finire i suoi giorni in carcere. Avrebbe voluto sparare al primo passante incontrato. Salva una donna di colore con un bambino, incontrati per primi lungo il tragitto dell’omicida. Non li ha uccisi, forse animato da un sentimento di umana pietà per il piccolo innocente, di conseguenza, ha deciso per puro caso di sparare al passante successivo, il povero Diene, uccidendolo con sei colpi, sparati da una Beretta Px4 semiautomatica, regolarmente detenuta. Sul posto sono subito arrivati i soccorsi, ma l’uomo era già morto.
È stata una pattuglia dell’esercito, formata da paracadutisti della Folgore e impiegata nell’operazione Strade sicure, a individuare e bloccare Pirrone.
Il corteo di protesta dei senegalesi, dopo l’omicidio di Idy Diene, 54 anni, si trasforma in vera e propria guerriglia urbana. I senegalesi hanno prima bloccato il ponte, dove è stato perpetrato l’omicidio, poi si sono diretti verso la questura “per chiedere chiarimenti sulla morte” del loro connazionale. Durante il tragitto, hanno divelto le fioriere antiterrorismo e rovesciato cestini, seminando il panico tra turisti e cittadini. In piazza Signoria, dove hanno avuto un incontro sotto Palazzo Vecchio con l’assessore al welfare Sara Funaro e l’imam Izzedine Elzir, hanno tentato di bloccare un’auto che passava davanti al museo Gucci. Turisti e fiorentini presi dal panico, si sono rifugiati nei negozi. “Li abbiamo visti sfilare tutti insieme, devastando ogni cosa”, ha raccontato un negoziante. In via Cerretani, sono stati buttati a terra diversi scooter, in piazza del Duomo danneggiata la recinzione di un cantiere. Pape Diaw, membro della comunità senegalese di Firenze, afferma: “Abbiamo raccolto due morti in questa città e abbiamo mantenuto la calma. Stavolta basta”.
Repentina la replica del sindaco di Firenze Dario Nardella, “Comprendiamo il dolore ma qualunque forma di violenza contro la città è inaccettabile, tenuto conto anche che l’omicida è stato subito assicurato alla giustizia e l’amministrazione comunale ha incontrato una delegazione della comunità senegalese. I violenti vanno isolati e azioni del genere sono incivili oltre che irrispettose della memoria della stessa vittima”. Il console del Senegal, Eraldo Stefani, poco prima aveva invitato la comunità senegalese a “manifestare, mantenendo la calma e a non travalicare le forme di espressione pubbliche del dolore. Siamo molto dispiaciuti per i danneggiamenti e per quanto sta avvenendo, e stiamo facendo il possibile per calmare i ragazzi, sono molto impauriti, molto arrabbiati, anche per il clima generale che si respira in questo momento, ma stiamo facendo il possibile per tranquillizzarli, per rasserenare gli animi. Firenze non merita quello che sta succedendo, siamo davvero mortificati”.
Domani, ha comunicato Ndiaye, ci sarà un presidio di solidarietà in ricordo della vittima.
Izzedin Elzir, imam di Firenze e presidente Ucoii, ha dichiarato: “Dobbiamo tutti stringerci nel dolore intorno alla famiglia e alla comunità del senegalese ucciso, senza dividerci, la vittima era parente di Samb Modou, uno dei due senegalesi uccisi il 13 dicembre 2011 a Firenze da Gianluca Casseri, simpatizzante di estrema destra che poi si suicidò. Dobbiamo dare un grande abbraccio alla famiglia e alla comunità colpita da questa tragedia, non è il tempo delle divisioni: tutta la città di Firenze abbraccia i senegalesi in questo momento di dolore”.