VINCITORI E VINTI

DI MASSIMO NAVA

A leggere i giornali (stranieri compresi) il ritornello è lo stesso: hanno vinto estremisti e populisti. Non si vuole indagare la causa. Estremisti e populisti sono i leader e la pattuglia dirigente, da Di Maio e Salvini, ma milioni di italiani, soprattutto giovani, non sono nè estremisti nè populisti. Semplicemente sono stanchi di vecchia politica, di vecchie facce e problemi irrisolti. Il PD aveva provato a dare risposte nuove e concrete, ma Renzi ha dilapidato il consenso enorme che aveva e tanti – dai compagni di partito al sistema informativo – hanno fatto a gara ad affossarlo. La colpa è sempre di chi perde e spesso di chi governa. Anche Churchill fu mandato a casa, figuriamoci Renzi e Gentiloni.

Oggi ho incontrato a Parigi un giovane cameriere italiano, laureato in scienze politiche. «Qui ho trovato un lavoro a tempo pieno, posso permettermi una casa e una macchina. Ho votato Cinque Stelle, perché tutti gli altri mi hanno costretto a lasciare il mio Paese. »
Comunque sia, la destra e i populisti vincono in Austria e nei Paesi dell’Est, la Gran Bretagna ha lasciato l’Europa, la Spagna è sull’orlo dell’implosione, gli Usa hanno Trump. Le due piú antiche e solide democrazie, di lunga tradizione liberale e mercantile, hanno fatto scelte di chiusura e isolazionismo populista. L’Europa è in crisi di consenso e forza di attrazione. Resistono la Francia di Macron e la Germania della Merkel, ma senza dimenticare che Le Pen/Melenchon hanno più voti di Salvini e Di Maio e che la Spd tedesca è sotto il PD. Ovunque la democrazia non gode buona salute, cosi come l’altro pilastro del sistema, ossia l’informazione. Ma l’alternativa è il modello Putin, e non mi piace.

Si confrontano in analisi, lacrime e sorrisi, ma il dato più evidente è l’instabilità del Paese in un’Europa sempre più dominata da Francia e Germania. Macron è stabile e forte, la Merkel meno, ma ha costruito pazientemente la grande coalizione.
Se al nord trionfa la Lega e al sud l’M5S significa che i temi che hanno indirizzato le scelte sono meno tasse e sicurezza al nord, reddito di cittadinanza e sussidi al sud. Le vecchie questioni irrisolte hanno travolto il giovane (Renzi) e il vecchio (Berlusconi) e premiato Salvini e Di Maio. Il centro sinistra, nonostante il buon governo e l’economia in crescita, esce distrutto. Il PD è un partito residuale, addirittura locale, visto che rimane forte in una sola regione, la Toscana.
Lega e M5S hanno la stessa visione dell’euro, dell’Europa, dei mercati, dei rapporti e alleanze internazionali. E questa è la cosa più drammatica.
Basta vedere, già nelle prime ore, spread e borse