COSA C’E’ DIETRO AL VOTO DEI CINQUESTELLE?

DI PAOLO BROGI

Cosa c’è dietro il voto a Cinquestelle? La voglia di cambiare.
Solo che non si cambia così. Dov’è la maggioranza? Non c’è. Allora a cosa serve questa voglia di cambiare?
Può contribuire paradossalmente a sinistra, innescando una resa dei conti dentro il Pd e mettendo fine a Renzi col suo cerchio magico. E non è poco, tanto per cominciare..
Cinquestelle primo partito? Sì, ma Di Maio non sarà premier…
E’ una vittoria che non serve a dare un governo al paese ma che comporta comunque altri frutti da non sottovalutare.
Quali? La fine di Berlusconi e Renzi, tanto per cominciare.
Con la fuoriuscita di Renzi la sinistra potrà riavviare dei rapporti oggi ridotti al lumicino, ma soprattutto potrà rivedere la linea politica schiacciata a tutt’oggi sulle scelte di Renzi. Dal job act alla legge Fornero, tanto per esemplificare, due mostruosità che devono essere riviste.
Occasione dunque unica e nuova che non va persa…a sinistra piagata da Renzi è ora ai suoi minimi storici. I voti che mancano sono finiti ai Cinquestelle. E’ abbastanza chiaro. In via definitiva? Ma quando mai…
I problemi restano sempre gli stessi: superare la legge Fornero, superare il job act, tanto per cominciare.
Non c’è un governo in vista per farlo. Salvo mostruosità che sarebbero pagate care da chi le promuova…Dunque, nuove elezioni più che probabili.
Ma per affrontarle, oltre a una nuova legge elettorale, occorre anche e soprattutto un programma di governo. La sinistra – compiute le necessarie bonifiche interne – può tornare a parlarne col popolo italiano. I Cinquestelle vincono ma è una vittoria di Pirro. Con chi fanno il governo? Con la Lega?
Berlusconi è effettivamente scaduto, come gli ha preannunciato la Femen.
E il Pd? Deve affrontare il suo lutto. Che si chiama Matteo Renzi,
Male il resto. Con una constatazione: i fascisti conclamati restano al palo.
Almeno se questi risultati saranno confermati…E allora?
Così come è si dovrà assai probabilmente tornare a votare. Ma con quale legge?
C’è poco da fare baldoria, il Paese è in ginocchio