IL POPOLO SOVRANO SI E’ ESPRESSO

DI MAURIZIO PATRICIELLO

Il popolo sovrano si è espresso. Come meglio ha creduto. Nella poca libertà che gli era stata concessa dalla legge elettorale. Ne prendiamo atto. Avremo tempo e modi di analizzare il voto. Di discutere. Certo, gli scenari per il futuro sono complessi. Difficili. Staremo a vedere. Nessuno però ha il diritto di offendere il popolo sovrano. Nemmeno i bocciati, gli esclusi, i rassegnati, i fatalisti, i delusi dei vecchi partiti. I galantuomini dopo la vittoria dell’avversario gli vanno incontro e gli stringono la mano. Gli augurano “buon lavoro”. Facciamolo anche noi. Le offese personali servono solo a inasprire gli animi. A creare inutili e pericolose inimicizie. Ad avvelenare i rapporti tra amici e parenti. Guardiamo avanti. Continuiamo a fare il nostro dovere. Nel migliore dei modi. A coloro che hanno il dono della fede chiedo di pregare per la nostra patria. Perché chi dagli italiani ha ricevuto l’onore di rappresentarli non abbia a tradirli per biechi interessi personali o di partito. Ai giovani parlamentari: siate “onorevoli”. Fatevi onore. Fateci sentire orgogliosi di voi. Siate onesti. Abbiate a cuore i poveri. I disoccupati. Le famiglie numerose. I bambini non ancora nati e che tante nostre donne abortiscono solo per la paura di non poterli allevare. Ritornate nei luoghi e nelle famiglie dove siete venuti a chiedere il voto. Vi aspettiamo. Mantenete la parola data. Dio vi benedica. Tutti.