DAL DENTISTA CON I PREZZI DELLA SANITÀ PUBBLICA

DI CECILIA CHIAVISTELLI

Il ministro Lorenzin ha presentato a Roma, qualche giorno fa, il suo libro “Per salute e per giustizia” dove ha descritto un progetto iniziato in Toscana otto anni fa e poi interrotto. Ora Lorenzin rilancia l’iniziativa della Regione Toscana e la propone come una grande idea, vincente, che può influire positivamente sullo stato della cassa nazionale. Un tentativo che, se funzionerà, sarà esteso in tutto il paese.

Il disegno prevede un tariffario differenziato secondo il reddito per visite dentistiche in studio privato.
Con il pagamento del ticket, in caso di un basso reddito, fino circa il 50% in meno del tariffario standard con un reddito più alto, si può usufruire del servizio privato da parte di un professionista odontoiatra. Le Asl hanno pensato di stipulare una convenzione con gli studi dentistici privati riuscendo a preparare un tariffario ridotto del 50, 60 per cento. Al momento attuale il servizio sanitario nazionale garantisce prestazioni gratuite a disabili, malati cronici gravi e coloro che hanno un reddito inferiore agli ottomila euro. Fino ai 14mila euro di Isee i pazienti pagano un ticket. Per i redditi più alti il ticket si trasforma in una tariffa, che non è comunque una super tariffa come di solito si è abituati a pagare in caso di una visita specialistica.
Il piano, oltre a soddisfare le aspettative di chi ha necessità di un servizio, garantisce ai dentisti un numero di pazienti sufficiente per compensare la crisi che ha colpito la categoria.
L’esperimento iniziato nel 2008 era stato avviato con successo tanto che 14 studi privati avevano aderito al progetto. Ora Lorenzin lo recupera e lo rilancia, proponendolo a livello nazionale.