GALLI: DIETRO VITTORIA M5S CAMBIAMENTO RADICALE CHE RIGUARDA TUTTI

DI CARLO PATRIGNANI

Molte cose sono cambiate dal 4 marzo: tante già evidenti e visibili, tantissime ancora da svelare. Di certo, nulla sarà più come prima nè tanto meno sarà possibile tornare indietro, arrestare la rivoluzione silenziosa che, attacca uno dei pochi clerici vagantes, lo storico Giorgio Galli, sta sotto la valanga di voti, oltre 10 milioni, al M5S, il cui boom non è stato ancora ben compreso.

Catalogato come populismo, fascistoide, razzista, xenofobo tale è rimasto sin dal suo esordio sulla scena politica: se sentimenti fascistoidi, razzisti, xenofobi, potevano esserci anni addietro, essi non appartengono all’interno movimento – silenzioso ma attento – di gente, soprattutto giovani e millennials, che hanno votato, nonostante la tambureggiante e denigratoria campagna di stampa, il 4 marzo per le cinque stelle.

E Galli, il decano dei politologi italiani, insigne storico di professione, alla veneranda età di 90 anni, chiarisce lucidamente quel che è venuto fuori dalle urne: il sistema culturale, politico, economico, editoriale, su cui si è retta la Seconda Repubblica, è in via di dissoluzione, irreversibile. Siamo alla svolta epocale del passaggio dalla Seconda alla Terza Repubblica, hic et nunc.

Non aver compreso quel che scritto sui muri saliva dal profondo della società è stato possibile per aver chiuso gli occhi sul nuovo restando aggrappati alle vecchie e fallite ideologie del ‘900, comunismo e socialismo, per come sono state mal-interpretate, mal-professate e mal-gestite dai partiti-chiesa di allora: il non intercettato, il non compreso, ha dato la spinta vitale all’emersione di un nuovo, mai visto prima, che non coincide affatto con l’incultura fascista, razzista e xenofoba, che pure c’è da altre consistenti parti.

No, non c’è nessun Hannibal ad portas – scandisce con fermezza Galli Il Paese gli anticorpi li ha. Lo dice la sua storia dalla Liberazione in avanti: ogni qualvolta è stata adombrata questa prospettiva c’è stata la saggia, ampia, diffusa ribellione della stragrande maggioranza del Paese. Piuttosto la sinistra italiana nella grande maggioranza prima ha identificato la Russia con il marxismo e il socialismo e il che non era vero, poi con il crollo dell’impero sovietico ha creduto che fosse crollato anche quel grande prodotto culturale che è stato e che è ancora il marxismo che le avrebbe permesso di capire ie contrastare il capitalismo globalizzato delle 500 multinazionali che governano il mondo e che le avrebbe permesso di capire e contrastare il flagello del neoliberismo.

E per l’immediato futuro, cosa si sente dire, prof. Galli?

Il dialogo tra M5S e quel che di sinistra ancora c’è, Pd e LeU, è l’occasione d’oro per entrambe: per il M5S di affrontare e rispondere adeguatamente alle diseguaglianze prodotte del capitalismo globalizzato e rispondere al flagello del neoliberismo, per gli altri di ripartire con un progetto di società credibile, affidabile e praticabile. Una nuova sinistra si può e si deve fare: sono fiducioso e ottimista, basta non volgere lo sguardo all’indietro, a quel che è stato e non è più. Ci vuole coraggio e curiosità per il nuovo che deve ancora nascere.