LE SINISTRE HANNO PERSO PERCHE’ NON HANNO SAPUTO INTERCETTARE NULLA

DI GIULIA RODANO

Quanto tempo abbiamo – anzi, no- ho perso in discussioni infinite sulla natura, il ruolo, la collocazione, l’identità della sinistra? Quanto tempo ho perso nel dichiararmi antiliberista, contro l’austerità, diversa e distante da tutti gli altri, alternativa al Pd? Quanto tempo perderò ora dietro i frammenti della sinistra che altro non sanno dire, di fronte a questa catastrofe, noi siamo stati bravi, andiamo avanti soli, certi della nostra diversità e continuiamo come abbiamo sempre fatto. Perché Renzi ha molte colpe, ha distrutto il Pd, ma non ha distrutto la sinistra. A questo abbiamo contribuito anche noi. Certo il Pd è il principale responsabile del cedimento alle politiche, alle idee, alla cultura liberista, che ha tolto diritti, sicurezza e valore a chi lavora, che ha abbandonato giovani, migranti e poveri nelle mani dei ricchi.
Ma la maggioranza di loro non ha trovato, per far capire che non ne potevano
più, che volevano il cambio, che erano stufi e anche arrabbiati, altro che i 5Stelle. Anche se non sono convincenti, non convincono le loro proposte, spesso ambigue, spesso espressione di una cultura mercatista, troppo subalterna agli umori oscuri della società. Anche se lo so che la rabbia non è mai buona consigliera.
Ma non ci servirà, non ci salverà l’anima affibbiare qualche etichetta, dirli populisti o di destra. Una parte grande del nostro popolo sta lì e li è andato fuggendo dal Pd e noi, tutte le sinistre, non abbiamo intercettato praticamente nulla.
E non è una giustificazione dire che liste erano nate, da pochi mesi. Al contrario è un’aggravante. Chiusi nei nostri orticelli non ci siamo preoccupati di offrire una alternativa vera, solida, riconoscibile, non solo mediatica o sentimentale, a un popolo che la cercava ormai da anni. Ci siamo preoccupati solo di avere delle liste che ci rappresentassero, che dessero una casa a noi militanti della sinistra che ormai fu e che tale è considerata da quelli che dovrebbero avere nella sinistra la loro speranza.
Sarà un caso, ma gli andamenti di Pd, Leu e Pap si somigliano. Vanno meglio tra i ceti medi e perdono via via che vi si sposta in zone popolari o semplicemente povere. Siamo ancora tutti espressione del problema della sinistra e non della soluzione.
Eppure sarebbe proprio il momento in cui ricostruire la sinistra, ricostruire un partito e una rappresentanza che affermi un punto di vista diverso sul mondo, come hanno cominciato a fare Corbin, Iglesias e Sanders.
Invece in Italia, le sinistre ( e non parlo
Ovviamente del PD) sono divise. Hanno moltissimi valori, proposte, idee e programmi in comune. Dicono tante cose simili. Ma non hanno voluto mettere insieme le proprie verità e superare le proprie divisioni. E così le due proposte della sinistra sono diventate entrambe insufficienti e hanno lasciato gli elettori nell’incertezza e nell’insoddisfazione. E gli elettori hanno scelto altro. Se fossimo riusciti a creare una vera contaminazione tra chi è giunto solo ora alla consapevolezza del disastro compiuto nel cedere alle sirene liberiste e di mercato e chi le ha sempre combattute, rifugiandosi, nella pratica sociale alternativa, tra generazioni più anziane per età e per cultura che hanno vissuto la capacità trasformatrice della sinistra italiana e i giovani e le giovani che hanno vissuto invece soltanto l’abbandono e la precarietà strutturale delle politiche liberiste, forse potremmo avere veramente una sinistra nuova.
Peccato. Ma dopo il 4 marzo, ci sarà del lavoro da fare.