SOSTEGNO AL REDDITO. LEGHISTI, VI MERITATE UNA PICCONATA

DI MASSIMO RIBAUDO

Meglio che mi stacchi da Facebook per qualche giorno. Il fondamentale, necessario, imprescindibile ragionamento concreto sul sostegno al reddito, sta diventando l’ennesima battaglia tra nordisti virtuosi e sudici sudisti scansafatiche.

Il lavoro privato lo crea la domanda di beni e servizi. La domanda di servizi è già da decenni sovradimensionata rispetto ai bisogni reali. E’ drogata. La domanda di beni sta completamente modificandosi.

Il lavoro, lo sapeva bene Keynes, è sempre stato creato dalle guerre e dalle OPERE PUBBLICHE. Dal sovrano, dall’imperatore, dallo Stato.

Purtroppo per decenni quelli della Lega hanno detto che lo Stato era una brutta cosa, come ha fatto Berlusconi.

Quindi, ai feticisti del Nord della “fabbriccheeettaaa” io auguro che i loro figli, e i figli dei loro figli trovino lavoro soltanto nelle case chiuse che vuole riaprire Salvini.

Ai deficenti del Sud e del Centro, che non hanno ben ascoltato Di Maio, il quale ha detto che il reddito di cittadinanza è soltanto una misura temporanea prima dell’obbligo di dover accettare un lavoro “qualunque esso sia”, auguro di lavorare nelle miniere come i sette nani. Ma senza Biancaneve.

Invece si dovrebbe ascoltare con attenzione il discorso di Capodanno di Beppe Grillo, il quale ha brillantemente parlato di “reddito di esistenza”. E di quello dovremmo parlare senza preconcetti e pregiudizi. Per poi domandarci quali lavori può finanziare lo Stato e con quali risorse.

Ma se continueremo a parlare di Nord e Sud che Stalin e i 7 nani ci prendano a picconate. Ce le meritiamo.