G. VIESTI: DAL GOVERNO ANCORA REGALI AL NORD. E AL SUD ANCORA MENO

DI PINO APRILE


Su “Il Mattino”, il professor Gianfranco Viesti analizza l’incredibile patto fra Governo e Regioni forti del Nord, a cui cedere altri poteri, altri soldi. E più dai ai ricchi (tali perché hanno ricevuto e ricevono oltre il dovuto dallo Stato “unitario”, da un secolo e mezzo), più togli ai poveri (tali perché prima vennero derubati del proprio e da allora usati e sfruttati come colonia). Il professor Viesti non dice le cose in questi termini; è un economista che espone dati e ne mostra le conseguenze. Attività che sarebbe banale in qualsiasi altro Paese: e cosa dovrebbe fare un professionista, se non obbedire all’etica della sua professione, secondo le sue capacità?
Viesti avverte che, nel silenzio di un Paese che ha perso la testa (di onore e decenza, ormai, nemmeno si parla più), a poche ore dal voto (quindi, quando tutto consiglia: il governo che muore lasci a quello che nasce impegni di tale rilevanza…), e senza che se ne sia discusso nel Paese e nei luoghi del confronto politico, il governo ha firmato un accordo con Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna che porta alla nascita di una sorta di “Regione intermedia” fra quelle speciali e quelle ordinarie.
Una follia, che spacciano per atto dovuto, semplice passaggio amministrativo o non so più a qualche altra colpevole sciocchezza si arrampichino.
O sono immensamente più stupidi di come li facciamo; o sono immensamente più cinici; comunque stanno procedendo, un passo dopo l’altro, alla “secessione dolce”, ma portandosi via tutto quello che riescono ancora a rubare: soldi (“sono i nostri!”), accordi commerciali con la Cina, il Canada e chissà cos’altro, a favore del solo Nord, persino l’olio d’oliva!; centri di ricerca pagati da tutti, ma solo al Nord, eccetera.
E se il Sud s’incazza e se ne va, “beh, lo hanno voluto loro!”.
A me sembra delinquenza e il governo complice. Poi, ce la raccontino pure come vogliono: ormai non sono più credibili, se non come ladri.
A poche ora dall’annunciato “cappotto” ai partiti coloniali, al Sud, da parte dei cinquestelle, loro fanno le ultime porcherie per mettere al sicuro il malloppo. Sembrano forze di occupazione che, costrette dalla rivolta popolare ad abbandonare il Paese invaso, spostano i conti su banche estere, caricano tutto quel possono sui camion, le auto, gli aerei, le chiatte… qualsiasi cosa utile a compiere l’ultima razzia e scappano con il cappotto di pelliccia e tutti i gioielli indosso. Vi aspettiamo al guado. Il fiume è in piena. Si è rotto i coglioni pure lui.