MATRIX: VI SENTITE DAVVERO LIBERI?

DI TINA CAMARDELLI

Se desideri uscire dalla prigione come prima cosa devi renderti conto di essere prigioniero. Se pensi di essere libero non puoi scappare” Gurdjieff.
L’insegnamento fondamentale di Guedjieff è che la vita è ordinariamente vissuta in uno stato di veglia apparente, equiparabile al sonno. Capire la differenza tra stato di sonno e stato di veglia è una delle basi su cui si fonda il lavoro su se stessi. Gurdjieff paragonava il risveglio ad una fuga dalla prigione. Fintanto che un uomo si trova bene tra le catene che lo legano e tiene in grande considerazione proprio ciò che lo trattiene dal risvegliarsi, egli non potrà mai fuggire.
Max Weber sociologo e storico, parlando della società contemporanea, la paragona a una “gabbia d’acciaio”. “Viviamo tutti in una gabbia d’acciaio che non vediamo, volatile, senza consistenza: è come se avessimo delle coordinate precise, nello spazio fluttuante in cui viviamo“.
Lo scrittore Leonard Huxley scrive che siamo soggetti allo schema: produci, consuma e crepa. “Nell’epoca del dominio dell’ideologia del nulla, chi non produce e non consuma, non ha spazio per la società“.
Sono tanti gli scienziati, gli studiosi e i maestri spirituali che definiscono l’umanità “una società di uomini in gabbia che si credono liberi“. E’ questo l’inganno che crea la società: farci credere liberi quando invece siamo schiavi. Attualmente, siamo solo liberi di manifestare all’esterno i desideri e i dispiaceri del corpo che ci ospita, ma cosa succederebbe se iniziassimo a ribellarci e a lavorare su noi stessi ogni singolo giorno, ogni singolo istante della nostra vita? Se iniziassimo con costanza e perseveranza a fare degli sforzi, dei piccoli passi, per imparare a conoscerci, ponendoci delle domande e cercando le risposte, per scoprire qualcosa di più sul nostro “Io”?
Come cambierebbe la nostra vita?
La reale radice dell’oppressione si cela dentro di noi e si proietta nella realtà che ci circonda. Nella storia esistono o sono esistiti grandi uomini che hanno assoggettato la mente alla loro volontà: Gesù, Buddha, Osho e tanti altri noti e meno noti. Questo vuol dire che tutto è possibile.
La cultura di massa ci ha abituati a credere che condividere le stesse idee, significa essere uniti e forti, ma il conformismo non unisce, è solo un inganno. Il sistema culturale e i mass media rendono debole l‘Io, inducendolo ad identificarsi con il livello medio della società. L ‘obiettivo è rendere passiva la popolazione, per trasformare i cittadini in persone ubbidienti. Sono le convinzioni a costruire la realtà e il sistema teme le persone capaci di ragionare con la propria testa.
Matrix è un film di fantascienza del 1999, definito un “cult“, scritto e diretto dai fratelli Wachowski. Ha vinto numerosi premi, tra cui 4 Oscar, ed è stato inserito per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Un hacker scopre che quella che per lui è la realtà non è altro che una facciata, un mondo virtuale creato da un sistema per controllare gli esseri umani. Inizia così la ribellione contro la Matrix. La mission è di liberare il resto dell’umanità dalla schiavitù digitale e psicologica, senza intervenire però sul libero arbitrio.
A tutti i dormienti indica il percorso da seguire per il risveglio. L’eroe che esiste dentro di noi non ha mai smesso di farsi domande e lentamente uscendo dal torpore, va incontro alle risposte, combattendo per la libertà.
La Matrix riflette chiaramente la realtà in cui viviamo, e ci fornisce occasioni di crescita personale e apprendimento, che sono ovunque per chi vuole vederle, anche in un film.
Recenti studi hanno dimostrato che tutto quello che ci circonda è energia ed è la proiezione di pensieri, emozioni, parole e azioni. Secondo questa consapevolezza basta cambiare i nostri pensieri consci e inconsci e la realtà che ci circonda cambierà.
Vediamo come:
-Divenire consapevole di cosa può renderci felici, eliminando le errate convinzioni, quelle che ci allontanano dal realizzare i sogni. Il “non si può” va vissuto, perchè il meglio deve ancora venire. La felicità è li che ci aspetta, siamo noi che dobbiamo ri-sintonizzarci sulla giusta frequenza.
-Lasciar andare tutto quello che non ci serve. Nulla è per sempre, così anche le persone che entrano ed escono dalla nostra vita. Quando succede, bisogna lasciar andare senza attaccamenti e sofferenze.
-Liberarsi dal senso di colpa, significa darsi la possibilità e la libertà di farsi conoscere dagli altri per ciò che siamo, proviamo o pensiamo veramente. Scopriremo che abbiamo sempre omesso una parte di noi, non perchè volevamo ingannare, ma perchè temevamo che gli altri non ci avrebbero accettati. E finalmente ci sentiremo liberi.
-Abbandonare il giudizio sugli altri e su noi stessi. Giudicando non facciamo altro che lamentarci. Proviamo ad accettare le cose che non possiamo cambiare. Se una situazione non ci piace e non possiamo cambiarla, lasciamo fluire senza accanimento.
-Sviluppare la gratitudine. Quando sviluppiamo un senso di profonda gratitudine, la vita non fa altro che ripagarci proponendoci occasioni per cui essere ancora più grati. Quello che dai ti ritorna, sempre!
-Incrementare un atteggiamento positivo. La scienza ci ha dimostrato come i pensieri interagiscono con la materia, influenzando noi stessi e la realtà che ci circonda. Per cui, possiamo comprendere quanto sia importante sviluppare un atteggiamento interiore positivo, per influenzare positivamente la nostra vita. L’energia va dove metti l’attenzione. Imparare a spostarla da un pensiero all’altro è fondamentale.
-Accogliamo il cambiamento. Un proverbio dice. “non si può imbrigliare il vento, ma possiamo sempre dirigere le vele“. La verità è che nella vita più fai resistenza e più fatichi. Diveniamo come una nuvola che si lascia trasportare dal vento: non resiste, non lotta, non ha una provenienza, nè una meta.
-Prendiamoci cura di noi, attraverso un’alimentazione sana: ricca di frutta, verdura e acqua. Facciamo movimento, lunghe passeggiate, attività come lo yoga che apporta benefici sia al corpo che alla mente. Oppure pratichiamo discipline olistiche che ci permettono di lavorare a livello più sottile per ristabilire l’equilibrio interiore.
Il risveglio non è una passeggiata in riva al mare, è piuttosto una passeggiata nell’inferno. E’ strappare via tutte le credenze, entrare nella zona d’ombra e confrontarsi faccia a faccia con le proprie paure. E’ farsi delle domande scomode, le cui risposte ci lasceranno sconcertati.
Se state leggendo questo articolo, vuol dire che in voi, è già in atto il cambiamento. Facendo piccoli passi si percorrono distanze infinite e possono accadere grandi cose.
E se durante il percorso, sarete pervasi da sconforto e sfiducia, pensate che tutte le gabbie hanno una porta, anche quelle invisibili.