NUOVO AEROPORTO DI FIRENZE: ARRIVA CONTRO ANCHE IL RICORSO DEL COMUNE DI PRATO

DI LUCA SOLDI

 

Finalmente il Comune di Prato rompe gli indugi e decide di allinearsi agli altri comuni della Piana che avevano deciso di intraprendere la strada al ricorso al Tar contro il decreto di Via al nuovo aeroporto di Firenze.
Un vero colpo di scena venuto fuori dal consiglio comunale straordinario che era dedicato proprio a quella grande, costosa ed inutile infrastruttura che avrebbe ricoperto di cemento e polveri tutta la Piana.
La giunta ha già dato mandato all’ufficio legale interno al Comune di preparare gli incartamenti. Il deposito verra effettuato entro il prossimo 20 marzo. “Continuo a pensare che stare dentro l’osservatorio fosse la cosa migliore- ha dichiarato il sindaco Biffoni – C’era un accordo in questo senso che non è stato rispettato. Se non c’è la politica, bisogna seguire la strada del ricorso. Se non c’è altra strada bisogna che io provi a tutelare la comunità seguendo il percorso giudiziario”.
Un passaggio atteso ma che non pareva affatto scontato solo pochi giorni addietro.
Il ricorso del secondo comune della Piana segue quello di Sesto Fiorentino, di Calenzano, Carmignano, Poggio a Caiano e soprattutto quello del coordinamento dei comitati cittadini contrari da anni al progetto di costruzione del nuovo aeroporto. Nei giorni scorsi aveva fatto il passo anche il comune di Carmignano mentre nelle ore scorse l’esempio di Prato è stato seguito da quello di Campi Bisenzio.
A chiedere al sindaco Biffoni di presentare il ricorso è stata la maggioranza attraverso un ordine del giorno presentato, a sola firma di Roberta Lombardi e Gianni Bianchi, i due Consiglieri Comunali del Gruppo di “Liberi e Uguali per Prato”.
Il documento è stato poi votato all’unanimità.
Un successo che non è certo la vittoria finale contro quella ormai viene riconosciuta
come una delle opere dove verrebbero elargiti centinaia di milioni di euro prelevati da tutti i contribuenti a favore di una società privata sotto il controllo di un imprenditore argentino sostenuto da laghi strati, trasversali, della politica locale.
Un successo che ripaga, ancora parzialmente, il lavoro dei comitati della Piana che avevano ben compreso come stavano le cose già da prima che emergessero le decine e decine di prescrizioni del Tribunale regionale che il governo avrebbe voluto aggirare.
Quello che sembrava il meccanismo perfetto che aveva messo in piedi il progetto pare adesso incepparsi, cittadini ed istituzioni appaiono finalmente accomunati in una unica direzione.
Quel meccanismo pare davvero essere stato inceppato, da tanti piccoli sassolini, come aveva pronosticato anche il sindaco di Sesto Fiorentino, Falchi.