PERCHE’ SONO CONTENTO DI VIVERE IN UN PAESE CATTOLICO

DI ALBERTO BENZONI

La prendom alla larga e comincio con Dijsselbloem.
Dijsselbloem è il poliziotto cattivo in cui si impersona quell’autoritarismo che è un pò il tessuto connettivo delll’Europa che abbiamo.
Dijsselbloem è quel signore che ci ricorda di continuo le nostre colpe; che ci spiega che siamo dei colpevoli ( di eccessivo debito) che vivono in una condizione di libertà vigilata e che possono essere rimessi in prigione ,alla minima mancanza, dai Mercati.
Dijsselbloem è uno che, all’indomani delle elezioni, ci ha richiamato all’ordine con toni caporaleschi dicendoci in sostanza: che avevamo votato male; che non ci azzardassimo a formare governi o a fare politiche in contrasto con l’Europa; e che l’unica cosa che potevamo fare era quella di ritornare a votare al più presto.
A voi tutti di irridere o di condannare a queste ricette.
A me di discutere, assieme a voi, il dna del Nostro, la cultura di cui è imbevuto.
Con quella faccia: occhi freddi, labbra strette, occhialetti, severità dello sguardo, il Nostro potrebbe essere disegnato dai Grosz e dagli Scalarini come l’emblema di un’Europa senz’anima.
Ma io mi sento di aggiungere che è il prodotto di un paese pieno di meriti. Ma verso sè stesso e non verso gli altri. Di un paese imbevuto di cultura calvinista.
Il mondo calvinista è un mondo costruito sulla predestinazione. Un mondo in cui Dio ha già deciso chi sono i ( pochi) eletti e i ( moltissimi) dannati, lasciando i suoi fedeli in una insopportabile incertezza circa il loro personale destino.
Una incertezza che non poteva durare a lungo. E da cui il mondo protestante è uscito nelle più opposte direzioni: dalla religione “fai da te”, a quella costruita sul puro e semplice umanitarismo.
Il calvinismo che qui ci interessa è quello che è riuscito a forgiare l’agire collettivo, delle società e degli stati. Che è quello delle radici giudaico-cristiane. Dei popoli eletti. E, se permettete, della classi elette; quelle, per intenderci, vicine al Signore perchè sono riuscite nella vita.
Sentirsi eletti presuppone però un giudizio di disprezzo, se non di condanna verso quelli che eletti non sono.
La società calvinista, perciò, considera, al dunque, la povertà una colpa. e non ama affatto i poveri. Così come, nei rapporti tra le nazioni, iscrive nell’Impero del Male chiunque ne contrasti i valori e gli interessi. Il liberismo sfrenato ( incarnato dal Nostro) come l’interventismo armato e “democratico”degli Stati Uniti non sono altro che l’espressione moderna di questa cultura.
E allora, personalmente, ringrazio Dio per avere avuto la fortuna di vivere in un paese cattolico come l’Italia. E, aggiungo, in un paese che è la sede del cattolicesimo.
Il cattolicesimo ama i poveri. Il cattolicesimo, sin dal primo millennio, ha inventato il Purgatorio, con ciò ottenendo due risultati meravigliosi: ieri la sfumatura se non l’annullamento della distinzione tra Buoni e Cattivi; oggi lo svuotamento dell’Inferno nella coscienza dei più. Al posto di tutto questo la possibilità di un infinito anche se indefinito riscatto: per una parola buona, per il pentimento e il perdono, una catarsi sempre possibile; ma anche per la grande virtù dell’intercessione in cui ciascuno di noi può affidarsi a chi vuole.
E’ se volete il montare, magari inconsapevole, della convinzione che ognuno di noi e il mondo intero possa essere riscattato.
Una convinzione che, in un contesto certamente diverso e in un orizzonte tutto temporale è, o era, anche quella del socialismo. O no ?