VERTENZA FCA. SINDACATI PREOCCUPATI

DI NICOLA FRATOIANNI

Hanno ragione le organizzazioni sindacali e gli enti locali del Piemonte ad esprimere preoccupazione e a muoversi in questi giorni per il futuro del gruppo FCA a Torino.

E’ necessario che sia l’attuale governo pro-tempore sia il futuro esecutivo nazionale mettano nell’agenda delle priorità la vertenza FCA.
ll 2018 per i lavoratori di FCA si è aperto peggio di come si era chiuso il 2017: produzione a singhiozzo e la fine di alcune linee e l’assenza di alternative. Gli ammortizzatori sociali sono finiti e gli investimenti, come denunciamo da tempo, sono al palo.
Le organizzazioni sindacali a partire da Mirafiori, Pomigliano e Nola hanno firmato i contratti di solidarietà in scadenza. L’obiettivo dei lavoratori era però avere una nuova missione produttiva, che ad oggi si fa fatica ad intravedere.
Abbiamo ritenuto gravi e irresponsabili le affermazioni dell’amministratore delegato secondo cui con il piano industriale non saranno comunicati gli obiettivi produttivi. Mentre nei saloni internazionali non vediamo modelli innovativi prodotti in Italia, davanti ai dazi doganali proposti da Trump e l’assenza di politiche di riconversione ecologica e di transizione verso alimentazioni alternative, i governi precedenti hanno fatto poco e niente.

La convocazione di ieri da parte della Regione è stata sicuramente positiva, come è da sostenere l’idea che la ricerca e la sperimentazione nel comparto automobilistico sia rafforzata, ma senza impegni precisi dell’Azienda, senza parole chiare e la presenza dei suoi dirigenti e della proprietà, gli enti locali temiamo che possano solo accendere i riflettori. E questo non basta.
Il governo attuale e il governo futuro assumano precisi impegni affinchè la vertenza Fca sia una priorità, e su questo il nostro impegno in Parlamento non mancherà.