E’ INIZIATA L’OPERA DI DERENZIZZAZIONE NEL PD

DI ROBERTO SCHENA

E’ iniziata la derenzizzazione nel Pd: il partito sarà compattissimo nell’evitare, A OGNI COSTO, un veloce ritorno alle urne, o rischia di uscirne dimezzato. E’ l’ultima cosa di cui ha bisogno. O un governo grillino o leghista, uno dei due va bene, pur di non tornare alle urne e rischiare di dover gestire l’opposizione in 50 invece che in 100. Una cosa, questa, che la maggior parte degli elettori del Pd non ha ancora capito.
Per il momento tenta la carta, debolissima, per la verità, di spingere i 5s 4 Lega a realizzare un governo, cosicché il Pd possa stare comodo comodo all’opposizione e recuperare consensi. Quegli altri due però non sono così scemi, al massimo terranno in piedi un governino, o governicchio, come si diceva una volta, giusto per giungere alle elezioni, ma se li conosco bene non realizzeranno nemmeno questo e si andrà alle urne a giugno od ottobre ancora con Gentiloni, che deve smazzarsi il rapporto complicatissimo con l’Ue.
Che cosa conviene fare secondo voi, al Pd, che cosa suggerisce la logica? appoggiare i grillini o ingoiare Salvini? Spaccare in due il Pd come vorrebbe Berlusconi, per arrivare a unificarlo con Forza Italia e formare un partito alla Macron? Rischiosissimo. Lega e grillini passerebbero IMMEDIATAMENTE al contrattacco. A Salvini non conviene formare un governo, infatti lo dichiara in continuazione ai quattro venti. Gli conviene, invece, cannibalizzare Forza Italia, mangiarsela. Dunque, una cosa è certa, uno dei due il Pd li deve sostenere. Ora, spetta ai grillini compiere alcuni passi in grado di favorire una convergenza. Oddio, non è che siano abilissimi nelle arti diplomatiche, in genere si muovono come elefanti in una cristalleria.
E’ tutto un altro mondo rispetto a quello immaginato da Renzi. E’ vero che la metà e più dei parlamentari piddini gli è legato, ma ora che sono insediati dubito accettino il rischio di andarsene a casa. E se gestire il rapporto coi grillini non è facile, con il centrodestra è ideologicamente assurdo, impossibile. Al limite, se il governo grillino non dovesse funzionare bene, c’è sempre la seconda chance di buttarlo giù e votare, “vista l’incapacità grillina”, un governo di centro destra di emergenza dopo uno o due anni. Rimanendo l’ago della bilancia sempre e comunque. Dico bene o dico male?