RENZI COPIA MACRON: DA EN MARCHE A AVANTI E CIAONE A PD E…DI MAIO

DI CARLO PATRIGNANI

Me ne vado ma ritornerò ha assicurato Matteo Renzi ex-leader del Pd, mandato dagli elettori all’opposizione: governi chi ha vinto. Poi ha avvertito la rivincita? Presto ci sarà.

In parole povere: un ciaone al Pd rivelatosi senza identità e ormai ridotto ai minimi in termini di organizzazione, e un ciaone agli inviti di Luigi Di Maio giovanissimo leader di un movimento, M5S, avviato, a passi da gigante, a farsi partito, il più votato dagli elettori, quindi chiamato a governare.

Un ciaone, infine, ai tanti appelli dell’intellighentia di sinistra, politici, intellettuali, giuristi, filosofi, sociologi etc, a sostenere un esecutivo del Partito-M5S, per stoppare la pericolosa destra razzista e fascistoide del leghista Matteo Salvini.

Messe così le cose, pur scavallando l’elezione dei Presidenti di Camera e Senato, sarà assai problematico metter in piedi una stabile maggioranza per il nuovo esecutivo: resta praticabile il governo di scopo o del Presidente della Repubblica come fece, nel 2011, Giorgio Napolitano nominando l’economista Mario Monti senatore a vita e Premier di un governo di tecnici sorretto da tutti.

Un governo di scopo limitato nel tempo per rifare una più funzionale, efficace e meno complicata, legge elettorale, perchè quel che si sta profilando, al di là delle infuocate schermaglie tra vincitori e vinti, è un ritorno alle urne: difficile dire quando, magari entro l’anno o a marzo 2019, prima delle elezioni europee di fine maggio.

Un lasso di tempo sufficiente per dar vita anche in Italia a un movimento modello En Marche, nato ceneri del Psf, con cui l’enfant prodige Emmanuel Macron è arrivato all’Eliseo.

E chi se non Renzi potrebbe aspirare, con il suo giglio magico, a un progetto simile e coerente con la sua adesione al Partito Socialista Europeo?

Sono rumors non del tutto nuovi: si ripetono da tempo, ma che, di recente, hanno ripreso a circolare con insistenza, tanto che sarebbe pronto il nome: Avanti, che oltre a esser il titolo del libro di Renzi, è anche quello della storica testata del vecchio Psi, testata nelle mani di un alleato: il Psi di Riccardo Nencini.

Epicentro dei rinnovati rumors con tanti dettagli è Milano: lo si evince dal resoconto di un servizio messo in onda su Radio Popolare dal titolo: Il piano di Matteo Renzi per uscire dal Pd e fondare un nuovo movimento trova riscontri anche a Milano (http://www.radiopopolare.it/2018/03/nuovo-movimento-di-matteo-renzi-nuove-conferme-avanti-fondazione-eyu-francesco-bonifazi-milano/)

Ecco il resoconto del servizio andato in onda su Radio Popolare.

Nei prossimi giorni si terrà nel capoluogo lombardo una riunione di sostenitori del disegno che attualmente è una delle ipotesi attorno a cui l’ex segretario sta lavorando per il proprio futuro politico. Il gruppo milanese è in contatto con Francesco Bonifazi, il tesoriere del Pd. Renziano di stretta osservanza, è considerato tra i principali fautori dell’operazione, assieme a Maria Elena Boschi. Bonifazi è anche presidente della Fondazione Eyu, che gioca un ruolo importante in questa partita [..] è uno degli strumenti del potere renzianoChi conosce i dettagli spiega che Renzi punta a non rompere subito col Pd. Vuole lasciare maturare i tempi, tentando di non fare la prima mossa, per non passare per colui che ha spaccato il partito.

Chi si staccherebbe dal Pd per seguire Renzi nello scenario che Radio Popolare ha anticipato?

Lo farebbero molti nativi democratici, che si sono avvicinati alla politica con il Pd. Sarebbe con lui la rete di potere e relazioni personali che si è costruito in questi anni. Pezzi del mondo cattolico. L’area ex socialista e ciellina. E Milano è un perno del progetto. Lo è dal punto di vista organizzativo e dal punto di vista ideologico. A alcuni vecchi socialisti milanesi piacerebbe addirittura che si riesumasse il nome Psi (Partito Socialista Italiano). Sogni dei socialisti a parte, in queste ore si stanno il discutendo logo e nome: uno è Avanti. Anche Comunione e Liberazione si ricompatterebbe nel movimento di Renzi, dopo essersi divisa tra Pd, centristi e Forza Italia. A proposito, nelle intenzioni Forza Italia verrebbe assorbita da Renzi. Una sorta di Opa sul partito di Silvio Berlusconi che ha 81 anni e la cui parabola politica è di fatto finita, dopo essere stato sconfitto da Matteo Salvini e aver perso l’egemonia del centrodestra. Forza Italia senza Berlusconi non esiste, è un contenitore vuoto, un marchio politico senza più alcun valore.

Caro Renzi, ma come fa uno bravo come lei a stare con i comunisti? chiese un giorno Berlusconi all’allora sindaco di Firenze.

Per dirigenti, parlamentari, elettori di Forza Italia un partito renziano potrebbe essere domani un attrattore formidabile.