ALLA FERMATA DEL BUS CI SONO I MIGRANTI: L’AUTISTA TIRA DRITTO

DI CHIARA FARIGU

In un piccolo borgo del Nord-Est della penisola, pare che per poter viaggiare coi mezzi pubblici occorra possedere alcuni specifici requisiti. Non su tutti i mezzi, per la verità, quanto su un bus in particolare, e quando alla guida è di servizio un certo autista che è piuttosto esigente sulla clientela da caricare a bordo. Succede a volte, dopo aver dato una sbirciata veloce a quanti sostano alla fermata, di tirare dritto. Lui è di gusti piuttosto “raffinati” e se deve scegliere tra passeggeri dalla pelle bianca o nera non ha dubbi, opta per i primi, i secondi procedano pure a piedi o aspettino che passi un altro bus con autista senza pretese.

Sembrerebbe la scena di un film americano ambientato nel secolo scorso quando ai neri, nei bus, erano riservati solo i sedili posteriori mentre quelli delle file anteriori e centrali erano per i bianchi. Sembrerebbe, già. Purtroppo è quanto sarebbe avvenuto in questo borgo di 2000 anime dov’è ubicato un centro di accoglienza per profughi i quali, ogni mattina devono raggiungere il Comune limitrofo per frequentare i corsi e le attività previste dal progetto di accoglienza. Il condizionale in questa storia sembrerebbe del tutto superfluo dal momento che un video sembra inchiodare l’autista che tira dritto alla fermata di una via precisa. Non una ma più volte e sempre quando i passeggeri sono i profughi del Centro. La società dei Trasporti, secondo i quotidiani locali che hanno dato ampio spazio alla vicenda, avrebbe verificato le ripetute violazioni con danno al regolare svolgimento del servizio pubblico ma anche all’immagine della società stessa.
L’autista subito identificato, nel tempo libero si occupa di politica. E guarda caso sarebbe anche un consigliere comunale eletto nella coalizione di centrodestra. Un particolare, si potrebbe obiettare, che non vuol dire niente, ma che forse induce a riflettere, soprattutto se certi pregiudizi si ripercuotono sullo svolgimento del suo lavoro.
Sull’autista penderebbe ora un procedimento disciplinare per interruzione di servizio pubblico, che potrebbe portare alla risoluzione del suo contratto di lavoro.
In sua difesa la Uil-Trasporti e la Lega. Avrebbe agito in “buona fede” il dipendente, accusato anche di discriminazione razziale: i profughi non avrebbero fatto alcun cenno per chiedere la fermata, questo il motivo del suo tirare dritto. Si provveda piuttosto a fornire maggiori garanzie di sicurezza sui pullman, ribadisce il sindacato, esprimendo solidarietà al suo assistito.
“Non sono un razzista”, si schernisce l’autista, “questa vicenda è stata gonfiata”.
Qualunque sia la verità, e il video non lascerebbe adito a fraintendimenti, è una brutta bruttissima storia. Che ci riporta indietro nel tempo. Vergognosamente

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