I LIMITI DELLA DECENZA IN POLITICA

DI DINO GIARRUSSO

Rispetto chi ha idee politiche diverse dalle mie, rispetto chiunque aiuti la democrazia partecipando alla vita pubblica, rispetto anche chi lo fa in forme e in contenitori che trovo ormai privi di senso, o che avverso radicalmente.

Ma quando un partito politico -che comunque è il secondo più votato d’Italia- si tiene ancora in direzione Vincenzo De Luca, e lo fa pure intervenire come se nulla fosse (anche dopo l’inchiesta di fanpage e il suo urlare “camorristi!” a giornalisti che col loro lavoro combattono proprio il malaffare camorristico), béh quando osservo e ascolto De Luca nella direzione del secondo partito italiano, penso che ci sia ancora tantissimo da fare. Per la democrazia, per la decenza, perché tutti gli italiani abbiano nuovamente rispetto delle istituzioni.

Un qualunque partito degno di tale nome avrebbe da tempo allontanato De Luca -e per sempre- dalle proprie fila. Chi non lo ha fatto non ha davvero capito né quali siano i limiti della decenza, in politica, né cosa il popolo italiano chieda oggi alla politica. E a me, da avversario, questa presenza mette tristezza. Perché preferirei avere avversari che la pensino diversamente sulle singole questioni, sui programmi, sulle scelte politiche, ma che condividano dei valori comuni minimi riconosciuti: un perimetro condiviso che può essere il campo da gioco su cui confrontarsi.
Chi si tiene stretto Vincenzo De Luca, quel campo non sa nemmeno cosa sia, e si rivela distante anni luce da quel che secondo me deve essere la politica.