NON E’ FACILE ACCETTARE I FIGLI DEL PROPRIO COMPAGNO

DI LIA DE FEO

Riflettendo su un orrendo fatto di cronaca capitato in Spagna, pensavo che la figura della donna (sì, ahimè, penso soprattutto alle donne) che sviluppa un odio patologico per i precedenti figli dei propri compagni è sempre esistita. Favole, storie popolari, lo stesso termine “matrigna” dovrebbero ricordarcelo. E’ una variante della gelosia che, a volte, può diventare molto distruttiva, eppure mi sembra che la maggior parte delle persone tenda a rimuoverla e a negarla come se fosse una colpa anche solo pensarci. E’ successo anche a me.
Ed è una cosa su cui i bambini vengono creduti molto di rado: un bimbo ostile verso la nuova compagna del padre (o il compagno della madre) è considerato geloso e non lo si prende davvero sul serio.
Una donna che ha come compagno un uomo con figli piccoli deve essere molto equilibrata e parecchio generosa. Deve accettare che buona parte dei soldi, dell’attenzione, dell’amore e delle scelte di vita del compagno siano ipotecati altrove e per sempre, e deve farlo considerandolo giusto. Non è da tutte.
I sentimenti negativi fanno parte dell’essere umano, e rimuoverli non è mai una buona idea. Quando vanno a colpire un bambino o un ragazzino, poi, la sproporzione di forze in campo è terrificante: il bambino non ha la capacità di spiegarsi della sua “nemica”, e colpevolizzarlo, farlo passare per maleducato, geloso e rompiscatole è un attimo.
Una donna gelosa, viceversa, può essere estremamente sottile, manipolatrice e, infine, crudele.
E’ facile, per un adulto, vedere le cose non per come sono ma per come vorremmo o ci sembrerebbe giusto che fossero. “Il bambino deve accettare la nuova compagna del papà”, e giù discorsi, prediche, psicologi.
E dimentichiamo che imbrogliare un bambino sui sentimenti è praticamente impossibile: se gli si vuole bene, lo sanno e alla fine ricambiano l’affetto. Ma, quando non gli si vuole bene, se ne accorgono benissimo.
Dovremmo davvero ascoltarli e stare attenti.