PD&LEU SPOON RIVER

DI ALESSANDRO GILIOLI

Questo post però non prendetelo sul serio. È solo un gioco scemotto di quartine ironiche uscite domenica sull’Espresso cartaceo. Questa è quella dedicata Domenico Minniti detto Marco. Le altre sono per Maria Elena Boschi, Pietro Grasso, Dario Franceschini, Massimo D’Alema e – inevitabile – Matteo Renzi. Tutte in prima persona, manco fosse Spoon River. I disegni sono di Emanuele Fucecchi.

Un poliziotto

«Son Domenico Luca e mi dicono Marco
che pure all’anagrafe scrissi bugie
I bimbi scappavano urtandomi al parco
Ahi com’è cosa dura lo crescere spie!

A casa il papà era un gran generale
e cotanti parenti in divisa e stellette
Sognavo ogni notte di vincere il male
riunendo i segreti, le armi perfette.

Fui un po’ comunista accanto a Baffino
ma stretto a tre nodi col folle Cossiga
così del Palazzo varcai lo scalino
ignaro di quanto portassero sfiga

Divenni ministro e punii gli africani
lasciandoli in Libia senza pan né minestra
Del resto anche Max sparò sui Balcani
pur di non perdere i voti di destra

Dissi “basta coi neri a sbafo in hotel”!
e piacqui financo a Salvini e Meloni
Fui quindi lodato a Roma e a Brussèl
via quei nigeriani, non siamo minchioni.

Ma alla fin della fiera mancò il risultato
che là nel collegio arrivò un ex grillino
A lui l’han beccato col Cro taroccato
A me mi hanno trombato a Pesaro e Urbino»