PSI: FORSE NENCINI AVREBBE DOVUTO DIMETTERSI

DI BOBO CRAXI

Capisco le reazioni deluse di molti compagni, d’altronde dinnanzi alle sconfitte gli atteggiamenti non sono sempre comuni.
La facile ricerca del capro espiatorio, come é avvenuto per esempio nel PD, ha impedito una discussione politica sulle ragioni di una debacle così clamorosa che bissa quella di un anno fa
Quello che capisco delude e smarrisce del piccolo psi é che al di là dell’arrocco non si sia aperta una riflessione generale sullo stato della sinistra riformista e che ci si sia laconicamente riferito a necessità neo-assembleari ed improbabili Stati Generali in questo momento di dubbia utilità’ non avendo analizzato lo stato generale comatoso della propria organizzazione.
iAvevo consigliato a Nencini di dimettersi per aprire porte e finestre, lo ha fatto ma si é assicurato preventivamente che vi fosse un plenum pronto a respingere. É comprensibile bisogna evitare traumi su traumi; la questione ê solo rimandata. É d’altronde rivelatrice la frase con cui si é accomiatato dai compagni : “ io resto ma non lasciatemi solo..” segno evidente che c’è la sensazione che dopo lo 0,3 la disaffezione e l’abbandono raggiunga i compagni.
C’è tempo quindi per riaprire porte e finestre e offrire a tutto il mondo socialista una prospettiva ed una novità avendo noi ben intuito che la soluzione politica della crisi italiana non é dietro l’angolo e che alle viste vi possono essere altri appuntamenti elettorali.
Non ê il caso di comportarsi come Bartali (gli é tutto sbagliato gli é tutto da rifare) ma neanche come Nencini neo-gattopardo.
Sarà necessario individuare una figura politica in grado di rivolgersi a tutta l’area socialista che inevitabilmente si rimetterà in movimento come già dimostra per esempio la futura assemblea livornese e quelle che sono già in cantiere animate da altri gruppi.
É necessario più che preoccuparsi di conservare i libri e le nostre testate in biblioteca come suggerisce il mio amico Mauro del Bue cercare di dare una risposta comune sul piano istituzionale ovvero il problema che é il cuore della crisi italiana che non può essere eluso e che non poteva essere risolto in quella fase politica dal Referendum di Renzi ( era troppo largo il divario fra il Pd del 40% e le altre forze politiche per consentire al leader fiorentino di fare banco e di prendere tutta la posta)
L’Unità fra tendenze socialiste si può ottenere nelle battaglie comuni per obiettivi di interesse generale che oggi sono il cuore della crisi italiana che é politica ed istituzionale. istituzioni e partiti forti ( e possibilmente legali come ammonisce giustamente Enrico Buemi) sono necessari per risolvere i problemi di tutti giorni. Diversamente si spalancano le porte alle avventure ed alle improvvisazioni.
Di questo deve occuparsi una forza socialista; di questo se avrà la forza di resistere ed allargarsi si occuperà.