TRUMP-TILLERSON, L’AMERICA OSTAGGIO DI LITIGI FRA 12ENNI

DI MARINA VIOLA

 

NON ANDAVANO D’ACCORDO. In un’intervista, Trump cerca di spiegare i motivi di questa sua decisione, presa da solo, senza consultare nessuno, come fanno quelli come lui che si credono di essere un po’ dittatoriali malgrado siano a capo della democrazia più importante del mondo. «Non andavamo d’accordo su alcune cose», dice mentre il vento fa svolazzare la sua ormai famosissima capigliatura.

DIVERSITÀ SULL’APPROCCIO. Le «cose» di cui parla sono: l’accordo fatto dall’amministrazione precedente con l’Iran sulle armi atomiche, intesa controversa ma finora efficace; il rapporto con la Corea del Nord, che Trump ama mettere in crisi insultando il suo capo supremo mentre Tillerson avrebbe voluto un approccio più, come dire, maturo e in generale il ruolo dei diplomatici americani nel mondo.

Quindi, a voler vedere, non sono proprio «cose», ma piuttosto valori fondamentalmente diversi. Rex Tillerson, ex direttore della Exxon Mobile, non si era finora mai occupato di politica e ha fatto parte dell’amministrazione solo perché chiamato da Trump. Aveva, questo sì, rapporti diplomatici con altri Paesi, primo fra tutti la Russia e in particolare con Putin, con cui voleva aprire canali di lavoro. Pazzesco come gira e rigira, si finisca sempre a parlare di Russia.

CHIAMATO «MORON» IN RIUNIONE. Il legame fra Trump e Tillerson si è incrinato l’estate del 2017, quando, durante una riunione al Pentagono con alcuni membri della sicurezza nazionale, l’allora segretario di Stato aveva chiamato il presidente «moron», che in italiano vuol dire coglione. Come tutti i dittatori che si rispettano, Trump odia chi osa contraddirlo o addirittura insultarlo e se l’era legata al dito. Infatti verso la fine di quel luglio era andato a fare un discorso estremamente politicizzato a un gruppo di boy scout.

PER RIPICCA CONTRO I BOY SCOUT. Perché questo dovrebbe fare arrabbiare Tillerson? Perché dal 2010 al 2012 è stato il presidente nazionale dei boy scout d’America e, venuto a conoscenza del discorso del presidente, aveva minacciato di dimettersi. Per ricapitolare: lui chiama il presidente coglione, e il presidente per ripicca offende i boy scout. Sembra la trama di un libricino per 12enni, invece è quello che succede negli Stati Uniti, oggi.

Il nuovo segretario di Stato si chiama Mike Pompeo. Chi è costui? È un repubblicano del Kansas, fiero membro del famigerato Tea Party, conosciuto fuori dal suo Stato per aver chiamato Obama «an evil Muslim communist». Diversamente dal suo predecessore, Pompeo è d’accordo con Trump su Iran, Corea del Nord e una diplomazia schietta, senza mezzi termini o compromessi.

LA DONNA DEL WATERBOARDING. La nuova presidentessa della Cia, Gina Haspel, è invece la prima donna nella storia dell’agenzia ad avere tale incarico, cosa che fa sembrare Trump un femminista anche se è esattamente l’opposto. Ma chi è questa signora? Viene così descritta dalla Cnn: «Mentre era al comando di una prigione della Cia in Thailandia, in un posto segreto, Haspel ha supervisionato la tortura di due sospetti terroristi e il suo nome apparve sul messaggio che dava istruzioni di distruggere il video, evidenza del suo stile di interrogatori, ha comandato di fare waterboarding a uno dei sospetti terroristi 83 volte in un mese».

PRIGIONI SEGRETE E TORTURE. Haspel, riporta il New York Times in febbraio, «ha avuto un ruolo decisivo nel programma dell’agenzia che mandava militanti catturati a governi stranieri e che li imprigionava in luoghi segreti, dove venivano torturati da agenti della Cia». Insomma, non esattamente un comportamento da boy scout, diciamocelo. Ormai però siamo quasi abituati a queste notizie, e cambiando canale ci buttiamo sulle previsioni del tempo.

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