DALL’OM AL PADRE NOSTRO, UN MANTRA PER OGNI OCCASIONE

DI TINA CAMARDELLI

La ripetizione delle formule vibrazionali dei mantra attiva la potenza creativa spirituale dell’essere umano, favorendo uno stato di completo equilibrio e consapevolezza.
Tutto nell’universo è vibrazione, non a caso la musica è da sempre considerata il linguaggio universale, perchè riesce a far vibrare le corde del cuore e dell’anima all’unisono.
Il suono ha quindi la capacità di trasferire energia sotto forma di vibrazioni da un corpo all’altro. Infatti già nell’utero materno, il feto percepisce le vibrazioni esterne provenienti da parole, suoni e rumori, e ne riconosce il timbro, il tono e la frequenza.
L’importanza della parola, del suono, uniti all’intenzione, possono diventare un potente strumento terapeutico.
Il Mantra serve per attraversare il mare della mente. E’ un analogia perfetta, in quanto la mente è proprio come il mare, che in alcuni giorni è in burrasca e in altri è calmo. In questo mare, riusciamo a vedere solo gli strati superficiali e non il profondo dove in realtà sono nascoste le cause dei nostri mali, le paure, l’ansia, gli attaccamenti. Il Mantra serve a controllare questi pensieri.
La maggior parte della gente non intravede alcun modo di cambiare la situazione, crede di essere vittima del caso e alla fine passivamente accetta tutto, come un fatto inevitabile, ma in realtà è solo un condizionamento della mente. Nel profondo di noi stessi, abbiamo immense risorse che possiamo utilizzare per avere il controllo della nostra mente e per invertire la rotta degli eventi.
Anche senza conoscere mantra particolari è comunque possibile sfruttare il potere della ripetizione di una vibrazione positiva semplicemente ripetendo alcune parole chiave. E’ sufficiente unire 3 parole, ripeterle fino a che, non sentiamo, che ne abbiamo assimilato sufficientemente l’essenza: ad esempio Luce-Amore-Pace/Abbondanza-Felicità-Riuscita.
Non c’è nulla di ipnotico o di magico. E’ una pratica molto antica e tutte le grandi religioni hanno prodotto potenti formule spirituali: sia nelle religioni occidentali che in quelle orientali, da dove prende appunto il nome di Mantra.
Mantra è un termine sanscrito che significa “veicolo o strumento del pensiero”, è un espressione sacra tratta da un verso del Veda. Ha origine dall’India e dalle sue culture religiose.
Quando pratichiamo il Mantra stiamo richiamando il più grande potere che siamo in grado di concepire: possiamo chiamarlo Dio, Allah, Sè Interiore o Divino, qualunque nome gli attribuiamo, con il Mantra stiamo richiamando la parte “elevata” che c’è in noi.
L’Om è il mantra per antonomasia, infatti viene inserito praticamente all’inizio di tutti i mantra in circolazione. Perchè è l’origine di tutti i suoni e dello stesso silenzio. Il suo simbolo è l’Omkara.
Questo suono è in grado di portare beneficio diretto al nostro sistema energetico. Si tratta di un bija mantra, ovvero di un mantra seme, che costruisce la base per tutto il resto
Questa sillaba “sacra” è tradizionalmente cantata all’inizio e alla fine di una lezione di yoga e, a differenza di altri tipi di mantra generalmente più complicati, può essere recitata da chiunque.
Si pensa che prima della creazione della materia ci fosse questo suono e che perciò racchiuda in se, tutte le energie che hanno permesso la formazione dell’universo, di tutto ciò che esiste e continua a tenere tutto insieme. Quando cantiamo Om si crea un suono che vibra con una frequenza di circa 432 Hz, che è la stessa ritrovata in qualunque cosa nella natura. Perciò quando recitiamo, ci connettiamo fisicamente e simbolicamente con tutti gli esseri viventi dell’universo.
OM è composto di tre elementi fondamentali: A U M
A è l’energia potenziale del canale sinistro, U del canale destro e M del canale centrale; per cui possiamo usare questi suoni singolarmente o combinati insieme per migliorare i nostri canali energetici.
Possiamo praticare l’Om all’inizio della nostra meditazione per portare pace e silenzio dentro di noi.
Esistono infiniti mantra, eccone alcuni:
Om Aum Omkara è il mantra più sacro e rappresenta tre importanti triadi: i tre mondi: terra, atmosfera e cielo. I tre grandi indù: Brahma, Vishnù e Shiba. E le tre grandi scritture vediche: Rh, Yajur e Sama
Om Gam Ganapataye Namaha, Mantra dedicato a Ganesh, Dio della saggezza e dispensatore di successi. Si usa per rimuovere ostacoli o problemi, da ripetere in momenti di stress o per arrivare alla soluzione di un problema;
Om Namah Shivaya, mantra dedicato a Shiva, distruttore del falso e dell’ignoranza. Si usa per la purificazione e la guarigione;
Om Mani Padme Hum, mantra tibetano dedicato al fiore di loto, simbolo di crescita, rinascita, trasformazione e coraggio.
Questi sono tra i più conosciuti. Esistono mantra di ogni lunghezza e per ogni momento e situazione.
Il Padre Nostro è l’unico mantra che il maestro Gesù ha lasciato all’umanità in sua memoria. E’ un mantra potentissimo. I 7 versetti sono stati collegati praticamente a qualsiasi tradizione filosofica, spirituale, esoterica. Dall’albero della vita, alla Kabbalah, alla teoria dei 7 chakra, ai cicli esistenziali, fino ai sette sacramenti. Inoltre come nell’arcobaleno la luce si mostra in sette colori e la musica in sette note, così la natura umana si esprime nelle sette domande del Padre Nostro. Molti studiosi pensano che in questi versetti sia celato il percorso del cammino di integrazione ed evoluzione dell’essere umano.
Secondo una delle teorie, la meditazione del Padre Nostro è un modo per cercare l’armonia con le correnti energetiche che attraversano il corpo.
I sapienti di tutte le Tradizioni dicono che l’uomo possiede più corpi.
Questi corpi sono in connessione tra loro attraverso i sette Centri Vitali, chiamati chakra, letteralmente vortici simili a dei trasformatori di energia. L’effetto è molto salutare: attraverso la pratica di questa meditazione i Centri Energetici vengono puliti, energizzati e attivati.
Il Cristo Gesù aveva ben presente le sette parti costitutive della natura umana quando insegnò il Padre Nostro.
Secondo Rudolf Steiner il Padre Nostro si articola, dopo l’invocazione iniziale in sette formule: tre sono riferite alla potenza dell’Io; quattro si riferiscono invece alle parti costitutive “inferiori” dell’uomo: corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale ed ego. In questa magica invocazione si nasconderebbe il significato esoterico e ci sarebbero le indicazioni per la retta pratica alchemica, che la maggior parte di noi ignora.
Spesso recitiamo il Padre Nostro senza porre attenzione al significato delle parole, come ad esempio: l’espressione «non indurci in tentazione», che a distanza di duemila anni fa discutere ed è oggetto di attenta riflessione da parte di numerosi teologi, non sarebbe esatta. Spagna e Francia l’hanno già modificata. Anche il pontefice Bergoglio sostiene che la traduzione non sia corretta.
Nel suo grande amore Dio cerca di sviluppare in noi il “carattere”. Per raggiungere questo prezioso obiettivo, Egli si serve di tutti gli aspetti della vita anche di quelli sgradevoli: ostacoli, difficoltà, malattia, ecc., perché queste esperienze non rappresentino per noi soltanto sofferenze, ma le maggiori benedizioni della nostra vita. Infatti ogni tentazione respinta, ogni prova sopportata con coraggio, infonde in noi nuova energia e ci fa progredire nella formazione del carattere. Dovremmo resistere alla tentazione in virtù della potenza divina. Non dobbiamo lasciarci spaventare dalle prove, per quanto dure possano essere; dobbiamo chiedere a Dio che ci aiuti a non lasciarci trascinare dal male per resistere al negativo che si nutre dentro in noi.
Pregare è un bisogno intrinseco dell’essere umano, il Padre Nostro è una preghiera cristiana, un mantra, ma è un appello universale, diretto a tutte le anime. Qualunque sia il vostro credo, questo mantra è un invocazione diretta al Divino dentro di noi.
Dopo tutto è fuori dalle chiese, dai templi e dalle sinagoghe che ci aspetta Dio e come dice Padre Andrea Gasparino: “bisogna perseverare, perche la preghiera e l’amore ottengono l’impossibile“.