L’ULTIMO VIAGGIO DI SEGEN

DI CLAUDIA SABA

Segen aveva fame e tanta voglia di vivere.
Aveva 22 anni.
Quell’età in cui tutti i ragazzi del mondo, dovrebbero soltanto sorridere.
Invece lui, con la devastazione intorno e con lo stomaco vuoto, sperava soltanto di sopravvivere.
Si era quasi abituato al non vivere, alle violenze, alle torture subite e all’indifferenza.
In fondo nessuno lì, stava meglio di lui.
E da quel mondo così indifferente, aveva deciso di andare via, di fuggire in un luogo dove poter trovare, finalmente, occhi capaci di guardarlo.
Aveva fatto quest’ultimo viaggio verso l’Italia.
Sperava di trovare lì, occhi e mani così grandi da poterlo guidare verso un mondo migliore, pieno di speranza.
Un mondo che lo considerasse una persona.
Il barcone era pieno di gente stretta intorno a lui.
Poi quel tonfo nell’acqua fredda e alta, così alta quasi da annegarci dentro.
Invece si è sentito sollevare.
Lo hanno coperto e riparato.
Faceva freddo e per la prima volta Segen non riusciva a pensare più a nulla.
Al suo stomaco vuoto, alla sua voglia di vivere, a quella nuova vita che aveva tanto cercato.
In ospedale erano in tanti a prendersi cura di lui. Lo hanno accudito e poi nutrito con un ago infilato dentro un braccio.
Tanti occhi che lo guardavano, ma lui non riusciva più a sentire nessuno.
Era tardi. Per qualunque cosa volesse fare, lui non aveva più tempo per farla.
Nemmeno piangere.
C’erano solo i suoi occhi, appena aperti sul mondo.
Lo stesso mondo che in quel momento, lo stava chiudendo alla vita.
Segen aveva 22 anni.
È morto di fame.
A Palermo.