E SE NON FOSSE STATO RENZI?

DI MARIO RIGLI

La debacle del Pd è attribuita universalmente a Renzi, alla sua supponenza, alla sua arroganza, alla sua antipatia. Molti meno hanno fatto riferimento ai risultati, veri o presunti del suo governo e del successivo di Gentiloni. Quasi nessuno ha fatto riferimento al “vento” che spira da un pezzo in tutto il mondo.

Ed è un vento che spira forte, che spazza tutto, che fa proseliti ovunque, dall’America all’Europa.
Questo vento è il “Populismo”.
A volte con l’accezione positiva come ad indicare “popolare”, altre con l’accezione negativa che il termine è andato assumendo nel tempo.
Populismo è una parola enantiosemica, che ha cioè due significati opposti.
Da quando è nato in Russia definendo il movimento culturale più che politico che tendeva ad un qualche socialismo rurale in contrapposizione al burocratismo zarista e all’industrialismo dell’Occidente è andato via via assumendo il significato di demagogia esasperandone anche certi contenuti.
Populismo oggi significa “Degenerazione della democrazia, per la quale al normale dibattito politico si sostituisce una propaganda esclusivamente lusingatrice delle aspirazioni economiche e sociali delle masse, allo scopo di mantenere o conquistare il potere”.
E’ questo il significato scolastico di demagogia e populismo.
Per una lettura capillare del fenomeno consiglio “Italia populista. Dal qualunquismo a Beppe Grillo” di Marco Tarchi.
Tutto il mondo ha conosciuto e conosce questo fenomeno. Peron e molti paesi latino-americani, il maoismo, la Corea del nord, sotto certi aspetti Putin e la Russia, la Turchia .
L’Italia dagli anni 40 con Guglielmo Giannini ha sempre avuto questo fenomeno più o meno sempre. Populisti erano certi aspetti della Democrazia Cristiana, del Craxismo, populista era ed è interamente il Berlusconismo, lo è stata la Lega di Miglio e Bossi.
In questi ultimi anni si è accentuato in tutto il mondo e naturalmente in Italia.
Ma quel vento spira più impetuoso, è diventato più subdolo da una parte, più devastante dall’altra.
Totalmente populisti sono il Movimento 5Stelle e la Lega di Salvini.
Si dice da una parte di abbandonare ideologie che si considerano osbsolete, si afferma di non essere né di sinistra, né destra, anzi si nega che esistano addirittura, si considerano spazzatura i partiti del novecento. Dall’altra si ritorna a categorie economiche e sociologiche che sembravano sconfitte per sempre: sciovinismo, razzismo, protezionismo, assistenzialismo sfrenato, xenofobia, individualismo sfrenato, sovranismo.
Tutto questo insieme ad un crepuscolare ritorno all’indietro nelle conquiste del pensiero.
Umanesimo, Illuminismo, razionalismo sembrano essere cancellati di colpo da una passata di spugna.
Si mettono in dubbio conquiste scientifiche ormai assodate, si attribuisce a fantomatiche organizzazioni il controllo delle decisioni del mondo.
Quindi No-Vax, scie chimiche, microchips sotto pelle, lo sbarco sulla luna è una bufala, le torri gemelle una montatura.
Tutto questo con una abile padronanza della Rete, quindi fake, news, bufale e via. Ma questo disegno in qualche modo ha anche una sorta di ideologia dietro. Si teorizza e si auspica un futuro a tinte fosche, un futuro prossimo che prevede miliardi di morti e la terza guerra mondiale. Basta pensare alla teorizzazione di Gaia e di Earthlink che Nostradamus e il Conte di Cagliostro appaiono come crocerossine ingenue.
Il populismo gratta dove prude semplicemente ed individuare dove prude o sembra prudere alla popolazione è relativamente facile con i mezzi di oggi. E anche facile è prevedere quando il prurito si sposta in altre parti del corpo o determinare un prurito artificiale per poi grattarlo accuratamente.
Ma la domanda iniziale mi direte cosa c’entra?
Per questo vento che si è cercato di definire, tutti i partiti socialdemocratici, tutte le formazioni aderenti al Pse in Europa sono quasi ovunque minoranza nei rispettivi stati. Il labour party in Inghilterra, l’Spd in Germania, il PSOE  in Spagna, i partiti socialisti i Francia. Poche superano in percentuale la quota che il PD ha ottenuto alle ultime elezioni in Italia.
E allora probabilmente nonostante le scissioni della sinistra più radicale, nonostante le antipatie personali, io credo sinceramente che qualunque fosse stato il leader del Partito Democratico in questa tempesta perfetta il risultato sarebbe stato più o meno lo stesso,
Se al posto di Renzi ci fosse stato Bersani o D’Alema, Speranza o Fratoianni, Calenda o Landini il risultato sarebbe stato più o meno lo stesso.
Il problema è che i valori della sinistra, della socialdemocrazia non sono e non possono essere negoziabili. Sono valori irrinunciabili, dei quali è impossibile fare a meno.
Non resta che aspettare che l’Umanesimo nasca di nuovo e cresca, che l’Illuminismo riprenda vita e vigore. Non c’è che aspettare cercando di umanizzare e illuminare