L’IRRESISTIBILE ASCESA DI SOFIA GOGGIA DA BERGAMO (ALTA)

DI- STEFANO ALGERINI

Sono passati quindici mesi da quando, qui su Alga, avevamo lanciato l’allarme: “c’è un nuovo sceriffo in città”. Dove la città è, tutto, il nostro sport nazionale, ed il nuovo tutore dell’ordine “Sofia Goggia da Bergamo”. Bergamo Alta (lei ci tiene). E quando diciamo tutto lo sport vuol dire tutto, calcio compreso. Le ultime Olimpiade coreane hanno confermato che l’ago della bilancia del nostro sport di vertice è sempre più spostato verso il lato “rosa”: sempre più cattive, decise, soprattutto per niente schiacciate dal peso dei pronostici favorevoli, le nostre ragazze. Pronostici favorevoli che invece, nella gran parte dei casi, sembrano pesare come un macigno nella psiche maschile. Cioè: i nostri da sfavoriti, da “underdog” come dicono in America, spesso sanno dare il meglio, ma metti un nostro uomo in cima alla lista dei favoriti e subito nere nuvole fantozziane sembrano addensarsi sul suo capo. Le “bambine” invece a quanto pare sembrano impermeabili alla pressione. O almeno sono straordinarie a sopportarla.

E tra queste la numero uno non può essere che la Goggia. Una che è uscita da una serie di infortuni alle ginocchia che avrebbero stroncato (o quantomeno scoraggiato) un toro, figurati se può farsi impressionare se Sport Illustrated nelle tradizionali previsioni preolimpiche la dava come medaglia d’argento dietro la (presunta) imbattibile Lindsay Vonn. No, proprio no: “la Sofi” è andata in pista carica a pallettoni e ha distrutto la concorrenza trasformando l’argento in oro. Con tanti saluti alla pressione…

E’ vero però che un po’ Sofia in questi 15 mesi è cambiata: le cosiddette “goggiate”, cioè quegli errori derivanti dalla troppa aggressività, restano (e forse resteranno per sempre altrimenti non sarebbe più lei) però sembrano cose molto più sporadiche. La nuova Sofia, piano piano, pare sulla strada giusta per trovare quell’equilibrio tra potenza e controllo che vaticinava una celeberrima campagna pubblicitaria di tanti anni fa.

In questo ultimo week end, tanto per gradire, la nostra eroina si è presa anche la “coppetta” di specialità in discesa, tenendo a bada l’estremo tentativo di rimonta di “Miss Mondo”, cioè la solita Lindsay Vonn. La quale Vonn nelle interviste ha sempre dimostrato grande simpatia per Sofia, e che però adesso potrebbe cominciare a stufarsi di trovare sempre sulla sua strada questa piccola peste italiana. Tanto che potrebbe anche pensare di terminare qui la sua gloriosissima carriera agonistica e dedicarsi alla parte “glamour” della vita, in cui peraltro (non da oggi) sta come un topo nel formaggio. La nostra invece di carriera davanti ne ha tanta, ed altrettanta voglia. E ambizione. Sostantivo femminile ambivalente, ma che Sofia ha sempre usato parlando di sé nell’accezione positiva. Dolendosi anche del fatto che a volte questo possa essere scambiato per presunzione. Beh, sia come sia, ad averne di presuntuose così in un qualunque team nazionale. La furiosa volontà di primeggiare che ha la Goggia si dovrebbe mostrare nelle scuole calcio, o comunque ai raduni di una qualunque nazionale giovanile di un qualunque sport di interesse nazionale.

Una particolare davvero Sofia: capace di reggere tranquillamente interviste, partecipazioni a show televisivi, o raccogliere milioni di like con la sua “Papudance” in tuta da sci sulle montagne argentine (il Papu è il giocatore dell’Atalanta Gomez, suo amico anche se lei è tifosa juventina) grazie ad una simpatia travolgente, ma poi altrettanto a suo agio, e felice, quando si rifugia nella baita paterna su un cocuzzolo della Val d’Aosta, senza luce elettrica ed acqua corrente, uscendo “dal mondo” come faceva da bambina. O girare lo stesso mondo tenendo in borsa libri di poesia del suo scrittore del cuore: John Keats. Insomma, non esattamente quello che ti aspetteresti da una “web influencer”, ammesso che questa definizione significhi davvero qualcosa e non sia solo aria fritta.

Peccato che la collocazione logistica infelice delle ultime Olimpiadi (anche se è servita a fare passi importanti, ed imprevisti, su cosucce un filo più importanti come i rapporti tra le due Coree) abbia un po’ annacquato la portata dell’impresa di Sofia, persi come eravamo tra rinvii continui a causa del vento e fusi orari impossibili. Però adesso, se la sfortuna continuerà a lasciarla in pace come sembra avere iniziato a fare (riguardarsi al proposito il filmato dell’errore nella discesa di Cortina: da una possibilissima fine distesa nelle reti con fratture multiple, ad un prodigioso colpo di reni che le ha permesso di tornare a valle sugli sci. A volte una stagione ed una carriera si decidono in pochi secondi) il futuro adesso sembra per lei una “highway” verso altri trionfi. Magari anche la Coppa del Mondo generale, chissà. “Basterebbe” (virgolette obbligatorie!) riuscire a migliorare un pochino in gigante e non perdere colpi in combinata. Non sarà facile certo, però “Sofia Goggia da Bergamo” (alta) non smette mai di stupire. E a proposito: domattina c’è proprio il gigante conclusivo della stagione, proviamo a buttarci un’occhiata, hai visto mai…