UNA TELEFONATA ALLUNGA LA VITA, MA ACCORCIA IL TUO CONTO TELEFONICO

DI DANIELE GARBO

“Una telefonata allunga la vita” recitava uno slogan della SIP nel 1993, agli inizi dell’era dei cellulari. Coi tempi che corrono, questo slogan andrebbe aggiornato così: “Una telefonata allunga la vita, ma accorcia il tuo conto telefonico”. Sì, perchè i gestori di telefonia mobile si fanno una guerra senza tregua per conquistare nuovi clienti, con invasioni continue nella nostra privacy da parte dei rispettivi call center alle quali è impossibile sottrarsi. Ma quando si tratta di infilare le mani nelle tasche di noi poveri consumatori, ecco che si trovano tutti d’accordo e remano – guarda caso – tutti nella stessa direzione con ammirevole tempestività. Al punto da ipotizzare un’incredibile coincidenza di pensiero, senza voler parlare (il sospetto neppure mi sfiora…) di accordi di cartello ai danni degli indifesi consumatori.
La vicenda ormai la conosciamo tutti. La concorrenza tra gli operatori di telefonia mobile (e anche fissa) ha prodotto negli anni una drastica diminuzione delle tariffe, ma non un sostanziale miglioramento tecnico. Nel senso che, anziché investire nella tecnologia e nel miglioramento della rete, le compagnie telefoniche hanno preferito investire nel marketing strategico e nella caccia a nuovi clienti. Col risultato che paghiamo sempre meno, ma la qualità delle nostre telefonate è peggiorata. “Non c’è campo” è forse la frase più usata dai possessori di cellulari e somiglia sempre più a un grido di disperazione, anche un po’ comico se si vuole.
Qualche anno fa, con strano sincronismo, gli operatori di telefonia mobile escogitarono un trucco per aumentare le tariffe sena dirlo: la fatturazione ogni 28 giorni, anziché ogni mese. Vale a dire un aumento “nascosto” delle tariffe dell’8,6%. Per un po’ i clienti si sono guardati attorno smarriti, poi hanno fiutato l’inganno e hanno cominciato a tempestare le unioni consumatori con segnalazioni e reclami. Che finalmente sono riuscite a ottenere l’intervento dell’Authority delle Comunicazioni, fino a quel momento stranamente “distratta”. Dopo una rapida istruttoria, l’Authority ha deciso che le compagnie telefoniche non avevano agito con trasparenza e ha imposto loro di tornare alla fatturazione mensile.
Le compagnie telefoniche hanno dapprima fatto finta di niente, finchè l’Authority non ha minacciato multe milionarie qualora non si fossero adeguate alla decisione. Alla fine i gestori di telefonia si sono adeguati e hanno annunciato di uniformarsi al provvedimento dell’Authority tornando a fatturare ogni mese. Tuttavia, siccome l’Italia è la patria del diritto ma pure del rovescio, fatta la legge, trovato l’inganno. Con ammirevole sintonia, tutti i gestori hanno informato i loro clienti dell’intenzione di tornare alla fatturazione mensile, ma hanno aggiunto che avrebbero aumentato le tariffe dell’8,6%, cioè esattamente di quanto avrebbero perso rispetto alla fatturazione ogni 4 settimane. Geniali, ma generosi. Perchè concedono al cliente di recedere dal contratto senza costi, e ci mancherebbe altro !
Insomma una colossale presa in giro. Perchè scarica sui consumatori il costo del provvedimento dell’Authority, che aveva invece lo scopo di fare risparmiare.
Ora, in un paese normale, cioè non in Italia, l’Authority sanzionerebbe gli operatori di telefonia con una bella multa di qualche milione di euro che farebbe passare la voglia di riprovarci. Negli Stati Uniti, chi facesse il furbo in una vicenda come questa, si ritroverebbe a dover pagare 100 milioni di euro per aver rispettato nella forma, ma non nella sostanza, la decisione dell’Authority.
Insomma, quando si tratta di mettere le mani in tasca ai consumatori, sono tutti d’accordo.
Aggiungo una fresca esperienza personale, illuminante di come i gestori di telefonia trattino i loro clienti. Recentemente sono stato in vacanza all’estero per due settimane. Mentre mi trovavo fuori, mi sono accorto che mi venivano addebitati, e direttamente decurtati dal mio conto telefonico, importi sempre uguali di 2 euro alla volta per chiamate mai ricevute. Ho contattato subito il servizio clienti del mio operatore di telefonia mobile, facendo presente che il mio cellulare non aveva mai squillato, la segreteria telefonica era disattivata, eppure io continuavo a veder calare il mio credito, a causa di 5 chiamate in entrata (mai ricevute) della durata di pochi secondi. Totale: 10 euro sottratti dal mio conto senza che io avessi fatto nulla.
Naturalmente non ho ricevuto nessuna risposta. E così, quando sono rientrato, ho chiamato subito il numero del servizio clienti protestando per l’accaduto. L’operatore mi ha consigliato di inviare una mail certificata disconoscendo le 5 chiamate in oggetto. Così ho fatto e dopo qualche giorno sono stato contattato da una gentile operatrice del servizio commerciale che mi annunciava trionfante che avevano accolto in parte il mio reclamo: in pratica mi riaccreditavano 6 euro per tre chiamate fino a 10 secondi di durata (ripeto: MAI RICEVUTE), ma non potevano rimborsarmi le chiamate superiori ai 10 secondi perchè la prassi non lo consentiva. Ho accettato il rimborso, ma ho detto all’operatrice che non mi ritenevo soddisfatto.
E così ho subito inviato una nuova mail certificata al servizio clienti, ribadendo che non avevo mai ricevuto nessuna chimata, che mi sembrava ridicola la motivazione per cui mi riaccreditavano soltanto le telefonate fino a 10 secondi di durata e che a questo punto avrei cambiato operatore e l’avrei fatto cambiare anche a mia moglie. Due giorni dopo ricevo una nuova chimata del servizio commerciale che mi comunicava che gli dispiaceva se li lasciavo, ma non potevano farci nulla.
Ora, se io fossi l’Amministratore Delegato del mio operatore di telefonia mobile, licenzierei in tronco un Direttore Commerciale che per non restituire 4 euro ingiustamente “scippati” si lascia scappare due clienti.
Sinceramente penso che cambiando operatore di telefonia mobile le cose non miglioreranno di molto, perchè ritengo che siano fatti tutti della stessa pasta. Lo so, la mia è una battaglia di retroguardia, perdente. Ma per principio non mi piace essere preso in giro e non intendo dargliela vinta. A mai più rivederci, cara XXXX.