IL BACIO DI UN PAPÀ SIRIANO AI SUOI FIGLI RITROVATI

DI CLAUDIA SABA

Era trascorso un anno da quando Ammar Hammasho, non aveva più notizie di sua moglie e dei suoi quattro figli. Dentro di se, però, aveva conservato sempre, la speranza di riabbracciarli.
E quella mattina, appena ricevuta la notizia dello sbarco di 250 profughi, non ha esitato a correre al campo Kokkinotrimithia di Cipro.
Sentiva, che tra quelle anime, avrebbe ritrovato i suoi cari.
La corsa e poi, finalmente la gioia.
La sua famiglia era proprio li, al di là della rete.
La moglie e i suoi bambini di 7, 5, 4 anni e 18 mesi avevano viaggiato in mare per più di 24 ore. Si erano imbarcati a Mersin, in Turchia come Ammar che proprio un anno prima, aveva fatto il loro stesso viaggio.
Ammar era stato il primo a raggiungere Cipro alla ricerca di un lavoro, come tante persone costrette a vivere lontano dalla propria terra e dalla propria famiglia, per fuggire dalla distruzione e dalla morte.
Aveva messo da parte i soldi e poi li aveva inviati alla famiglia. Seimila dollari per affrontare il viaggio.
Adesso la gioia, dopo tanto silenzio.
Le ansie di un anno trascorso senza sapere, finivano in quel preciso momento.
Ma nella gioia anche il dolore, stessa faccia di una stessa medaglia, che a volte la vita ti può mettere davanti.
Ammar infatti, non ha potuto abbracciare i suoi figli, perché ai profughi non è possibile uscire dal campo.
Si è avvicinato alla rete, ha chiamato i suoi figli per nome e con le mani tra le maglie metalliche li ha accarezzati, si è accovacciato per terra e li ha baciati.
Il fotografo Yiannis Kourtoglou li ha immortalati proprio nel momento in cui Ammar, bacia i suoi figli.
E ha raccontato a lui la sua storia: ”La polizia mi aveva detto che dovevo aspettare ancora mezzora. Ma non ce l’ho fatta e appena li ho visti sono corso verso di loro per baciarli. La mia casa in Siria è ridotta in polvere, non possiamo vivere lì. Non abbiamo un posto dove stare, abbiamo anche perso uno dei nostri figli. Quando la guerra finirà torneremo a casa. Nel nostro paese”