IERI A FOGGIA, IN 40.000 CONTRO LA MAFIA. DON CIOTTI: “STATO INCERTO”

DI RAFFAELE VESCERA

Ieri mattina l’imponente manifestazione nazionale di Libera contro la Mafia, di nuovo in Puglia dieci anni dopo quella di Bari. Soprattutto giovani studenti i partecipanti, convenuti da Puglia e regioni limitrofe. Organizzazione perfetta disposta dai volontari e forze dell’ordine. Il corteo è riuscito ad entrare solo in parte nella pur vastissima piazza centrale, gran parte dei manifestanti è rimasta nelle strade confluenti.

Foggia, come l’intera Capitanata è terra segnata da una crescita considerevole della mafia, da oltre trent’anni, ma solo adesso riconosciuta dallo Stato come tale. Stato che ha ostacolato più i giudici antimafia, come Domenico Seccia che dal tribunale di Lucera stava smantellando la mafia garganica, che gli stessi clan. Chiuso il tribunale di Lucera. Trasferito il giudice Seccia i mafiosi hanno avuto libertà di ripresa senza essere perseguiti come tali. Omicidi, taglieggiamenti, traffici di droga e armi, investimenti dei proventi nell’edilizia in collaborazione con imprenditori “puliti”. Ma il tutto era derubricato a comune delinquenza, senza che ai mafiosi fosse applicato il codice antimafia, mentre i politici locali, spesso collusi con i clan, si accanivano contro l’inesistente pericolo degli immigrati, tacendo sulla grande criminalità mafiosa. Per cui accusare lo Stato di essere solo “incerto” contro la mafia, come ha fatto don Ciotti  sembra davvero pochino, meglio sarebbe parlare di connivenze.
Sul palco con don Ciotti, Daniela Marcone, foggiana, vicepresidente di Libera, il cui padre, onesto funzionario dello Stato, direttore del locale Ufficio del registro, è stato ucciso anni fa proprio dalla mafia imprenditrice cittadina. Alla presenza di alcuni politici nazionali, quali Michele Emiliano e Pietro Grasso, sono stati scanditi i nomi di tutte le vittime di mafia. La giornata è continuata con i seminari tematici. Educare i giovani alla legalità antimafia è sicuramente importantissimo, aprire loro gli occhi sui poteri collusi lo è ancora di più.