LEGA E 5 STELLE FRA CIAPA CHI E CIAPA NO. DUE APPUNTI, DUE

DI ROBERTO SCHENA


Uno. Mentre gli altri non sanno quello che vogliono e come ottenerlo, Di Maio va sul sicuro. Al tempo stesso l’azione di recupero di Di Maio verso il Pd mi pare molto, troppo debole, sembra che nei 5 stelle nessuno ci creda, per cui la campagna elettorale non pare finita, infatti punterebbe a elezioni anticipate. Vuole la presidenza della Camera per gestire alla grande la proposta di abolizione dei vitalizi e altri privilegi ai parlamentari: sa che non potrà ottenerla, ma è giusto su questo che punta, sulla grancassa mediatica utile per arrivare dritto dritto alle elezioni anticipate prima possibile e asciugare definitivamente il Pd. Rischia da ingenuo giocatore del lotto, però.
Così facendo, ciapa no, si dice in milanese: non prende niente, spinge solo il Pd ad appoggiare un governo di centrodestra corretto da un Tajani premier e a prendere pure una delle due presidenze. Salvini dovrà rassegnarsi o rischierà la scissione di Maroni. Né i suoi eletti hanno intenzione di rinunciare ai vitalizi, su questo “i suoi” gli fanno marameo. Altro che governo coi 5 stelle e reddito di cittadinanza ai “terun”. Col fischio, ciapa chì (tradotto in inglese è take that).
Due. Calderoli presidente del Senato? Ma non è quello della “Porcata”? Quello del dialetto da insegnare agli immigrati? Quello che diede della scimmia alla Kienge? Quello delle magliette che riportavano le vignette anti islamiche provocando sommosse anti italiane in mezzo mondo? Sarà anche suo diritto odiare immigrati e islamici, ma era ministro della Repubblica, un minimo di prudenza, di diplomazia a un governo, a un parlamento è tanto chiederla?
Mattarè, fatte sentì.