IL VENETO È AVVELENATO DAI PFAS

DI LUCA SOLDI

E’ emergenza in Veneto, il Consiglio dei Ministri ha decretato lo stato di emergenza a causa dell’avvelenamento da Pfas nelle acque di larga parte del territorio.

Lo sviluppo di questi prodotti era iniziato a partire dagli anni cinquanta.
I avevano trovato una larga applicazione in tutto il mondo diffondendosi in numerosi campi.
Sono tuttora utilizzati per rendere resistenti ai grassi e all’acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa. Trovano applicazione, per esempio, per fabbricare le pellicole antiaderenti delle padelle, la carta da pizza, la sciolina dei fondisti e come ausiliari per il tessile.
Complesse le ripercussioni sull’ambiente e la salute.
I Pfas si accumulano nell’ambiente e, attraverso l’acqua e gli alimenti, anche negli organismi viventi, compreso l’uomo, risultando tossici ad alte concentrazioni anche se non ci sono ancora dati certi sugli effettivi rischi per la salute.
Di certo ci sono gli effetti tossici frequentemente osservati non di poco conto : dalla restrizione della crescita fetale (o basso peso alla nascita) che è stata concordemente dimostrata sia negli animali che nell’uomo; alcuni tumori (cancro del rene, della prostata, della mammella, della vescica, linfomi e leucemie); diabete; aumento del colesterolo e sue conseguenze (ictus cerebrale, infarto cardiaco), ipertensione arteriosa, aumento dell’acido urico, colite ulcerosa, malattie della tiroide; riduzione degli spermatozoi nel maschio, infertilità maschile e femminile. Nel 2006 l’Unione Europea aveva introdotto restrizioni all’uso del PFOS, da applicarsi a cura degli Stati membri. Per le acque potabili non sono ancora definiti e non esistono limiti di concentrazione nella normativa nazionale ed europea.
In Italia il Veneto è parso il luogo con più alta contaminazione per la presenza di aziende produttrici dei prodotti a base Pfas.
L’ARPAV, l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto, ha individuato l’area di maggiore contaminazione nelle province di Vicenza, Verona e Padova, un’area con circa 350mila abitanti.
Ci sono stati anni di sottovalutazione del problema, di denunce dei comitati cittadini contro l’opera di contaminazione delle acque delle aziende produttrici degli impermeabilizzanti Pfas ed adesso finalmente ecco la dichiarazione dello stato di emergenza chiesto dalla Regione Veneto.
Da oggi si prende finalmente atto della gravità della situazione.
Una vera e propria inversione di rotta è ovviamente finalizzato alla realizzazione di costosi nuovi acquedotti, necessari a garantire acqua potabile sicura ai cittadini.
Allo stesso tempo si potrà intervenire da subito sulle fonti inquinanti, spingendo anche la Regione a completarne il censimento delle aziende che inquinano.
È abbastanza facile prevedere che occorreranno molti altri soldi pubblici.
Ben altro fondi dovranno essere spesi in futuro per fronteggiare l’emergenza mentre i veneti continueranno ad essere esposti ai veleni ancora a lungo