MARIA MADDALENA: PROSTITUTA O APOSTOLA

di Tina Camardelli

Ci sono esseri che aprono la strada all’umanità, che per primi valicano un limite e piantano un seme. Dove e quando sboccerà non è importante, perchè la pioggia che pioverà realizzerà il capolavoro. Maria Maddalena, una donna di una modernità inquietante, fuori dal comune, capì l’essenza del messaggio del Messia. Comprese che l’Uomo, la Natura e Dio sono la stessa cosa, che l’amore è l’unico che può dare senso al cuore inquieto e confuso dell’essere umano e che il regno di Dio è insito in ognuno di noi e va coltivato proprio  come un granello di senape che è il più piccolo tra tutti i semi e tuttavia, dopo che viene seminato, si trasforma in una pianta con rami tanto grandi dove gli uccelli si possono posare.

Ma chi era Maria Maddalena di Magdala definita da Tommaso D’Aquino l’apostola degli apostoli?

Nella vita di Gesù, Maria Maddalena ha assunto un ruolo centrale. Era originaria di Magdala, villaggio di pescatori sulla sponda occidentale del lago di Tiberiade, centro commerciale ittico denominato in greco Tarichea .

Ribelle e coraggiosa al punto di lasciare i suoi affetti per seguire il cuore e rifiutare un matrimonio imposto, oggi definito “una violazione dei diritti umani”, per seguire il Maestro.

La sua sete di libertà fu travisata e addebitata ai demoni, ma ella disse: ” se esiste un demone in me, è sempre stato li”.

E quando Gesù la liberò dai demoni e dalla disperazione, decise di seguirlo e diventare sua discepola

Con la sua ribellione ha restituito onore e bellezza alle donne, aiutandole a riappropriarsi della propria identità, senza temere di risplendere di luce propria. Lei e tutte le seguaci di Gesù hanno aperto nuovi orizzonti al futuro, restituendo alle donne non solo dignità, ma valore umano, sociale, politico e spirituale, senza il quale il mondo non sarebbe ciò che è diventato.

Ma facciamo un passo indietro.

Il panorama femminile in Palestina ai tempi di Gesù era relegato  alle quattro mura domestiche. Essere donne, duemila anni fa, non era assolutamente facile, una condizione disagiata in una cultura maschilista e misogina.

Appartenere al gentil sesso comportava molti svantaggi in quella che era una società patriarcale, dove l’uomo era visto come signore e padrone indiscusso della vita delle donne.  Non era loro permesso di partecipare alla vita pubblica e prendere parte attiva al culto, nè  testimoniare nei processi. Al Tempio non potevano oltrepassare il vestibolo a loro riservato e nella sinagoga non intervenivano né per la lettura della Torah, né per le preghiere.

In contrasto con la concezione rabbinica, che teneva le donne nell’ignoranza, Gesù insegnò loro il significato delle Scritture e le verità religiose in generale e le incoraggiò ad esprimersi, rivalutando il loro ruolo.

L’azione di Gesù aprì alle donne nuovi scenari e rappresentò una straordinaria e deliberata decisione di rompere l’odiosa tradizione di oppressione nei loro confronti.  Le donne divennero sue discepole, non solo in senso teorico, ma anche in senso pratico. Infatti, molte di loro, sposate e non, furono regolarmente seguaci di Gesù: oltre a Maria dalla quale erano usciti sette demoni, lo seguirono Giovanna moglie di Cusa, l’amministratore di Erode, Susanna e molte altre. In casi particolari esse  lasciarono anche le loro famiglie.

Molte sono menzionate nel nucleo dei discepoli più fidati e collaboratori più cari e che, a differenza degli uomini, non lo abbandonarono mai, nemmeno durante la Passione.

Per la legge di Mosè, la donna non poteva divorziare dal marito e l’infedeltà dei mariti era consentita.

Gesù insistè sulla sacralità del matrimonio come vincolo inscindibile, questo rappresentò una posizione di vantaggio per le donne, elevò la loro condizione, conferendole dignità.
E quando le donne chiesero a Gesù a chi dovessero obbedire se a Dio o ai loro mariti e padri, Gesù disse:  “seguite lo Spirito,  allontanatevi da chi vi comanda e  perdonate chi vi perseguita”. La visione che Gesù aveva della donna è stata definita da molti studiosi a dir poco “rivoluzionaria”.

I pregiudizi e la tradizione, protrattasi sino a oggi, hanno fatto di Maria una prostituta. Inoltre nella pagina evangelica precedente il capitolo 7 di Luca  si narra la storia della conversione di un’anonima “peccatrice nota in quella città”, che aveva cosparso di olio e profumato i piedi di Gesù, ospite in casa di un notabile fariseo. Li aveva bagnati con le sue lacrime e li aveva asciugati coi suoi capelli. Così, senza nessun reale collegamento testuale, Maria di Magdala è stata identificata con quella prostituta senza nome.

Ma c’è un ulteriore equivoco secondo il cardinal Ravasi. L’unzione con l’olio profumato è un gesto che è stato compiuto anche da Maria, la sorella di Marta e Lazzaro, in una diversa occasione. E così, Maria di Magdala, da alcune tradizioni popolari è stata identificata proprio con questa Maria di Betania, dopo essere stata confusa con la prostituta di Galilea.

Maria Maddalena ha un ruolo di spiccò nei Vangeli: era presente nel cortile di Pilato, vide ed udì i leader religiosi chiedere il sangue di chi amava. Udì Ponzio Pilato pronunciare la sentenza di morte tramite crocifissione di Gesù, malgrado non avesse trovato nessuna colpa in lui.
Fu testimone oculare e pianse mentre Gesù lasciava il cortile e la folla, assetata del suo sangue, gli sputava addosso e lo scherniva. Poi lo vide mentre veniva portato al Calvario per essere appeso ad un legno.

Maria fu una delle donne devote che cercarono di stare il più vicino possibile a Gesù per confortarlo con la sua presenza all’approssimarsi dell’agonia della crocifissione.
Maria udì con il cuore spezzato il suo grido angoscioso e rimase a guardare finchè un soldato romano, dopo avere trafitto il costato del Signore, non lo dichiarò morto. Maria, come anche tutti gli altri discepoli, doveva imparare a salire ad un livello più alto, addivenendo nel contempo ad  un’unione più intima e spirituale con lui.
Poi Gesù commissionò a lei di essere la prima proclamatrice della sua resurrezione.
Doveva andare ad annunciare la buona notizia mai proclamata: “Và dai Miei fratelli e dì loro che Io salgo al Padre Mio”. Maria era stata vicino a Gesù nel suo percorso e si era occupata dei suoi bisogni umani finchè il suo corpo non era stato posto nella tomba. E lui la ricompensava rendendola partecipe di cose divine, dandole l’onore, che nessuno potrà mai toglierle, di essere stata la prima tra tutti gli uomini e tutte le donne a vedere il Signore Risorto e ricevere, spiegare e diffondere il primo messaggio dalla sua bocca.

Il 3 Giugno 2016 la Congregazione del Culto Divino ha pubblicato un decreto con il quale, per espresso desiderio del Sommo Pontefice Francesco, la celebrazione di santa Maria Maddalena viene elevata al grado di festa il 22 Luglio.  “Per significare la rilevanza di questa donna che mostrò grande amore per Cristo e fu da Cristo tanto amata”

Con questo atto dovuto “il Vaticano dopo 2000 anni riconosce il ruolo di apostola alla Maddalena e attribuisce alle donne un’uguaglianza profonda nel mondo e nell’ambito dell’evangelizzazione”.

La donna che Gesù liberò dai sette demoni e che prese a seguirlo con grande affetto. La donna che gli  rimase accanto, sotto la croce. La donna a cui per prima Gesù  apparve dopo essere risorto e a cui  affidò la notizia della sua resurrezione, perché la comunicasse ai discepoli. L’unica a comprendere che il Regno di Dio di cui tanto parlava Gesù non era un regno con a capo un re, con governanti e sudditi: “… il mio regno non fa parte di questo mondo… non eserciterà il suo dominio attraverso istituzioni umane”. A chi gli chiedeva dove fosse il regno e quando sarebbe arrivato, Gesù rispose: “il regno di Dio non viene in maniera da attirare gli sguardi, nè si dirà è qui è la, perchè ecco il regno di Dio è dentro di voi”. Oggi è l’apostola degli apostoli.

Le donne, ieri come oggi sono un milione di cose e vengono giudicate in un miliardo di modi. Tutte le società impostano dei luoghi comuni entro i  quali sopravvivere. Se si sceglie di valicare questi luoghi, si diventa vittime di giudizi o peggio ancora di pregiudizi, sempre infondati.

Il Dalai Lama profetizza che la prossima era, sarà quella delle donne: “lasciamo che i valori femminili sboccino nella nostra società, affinchè cambino la mentalità delle persone. E’ indispensabile per costruire una pace duratura per il futuro dell’umanità”.

Aldo Cazzullo giornalista e scrittore italiano nel suo libro  “Le donne erediteranno la terra” scrive: “Voi donne siete meglio di noi. Non pensiate che gli uomini non lo sappiano; lo sappiamo benissimo e sono millenni che ci organizziamo per sottomettervi, spesso con il vostro volenteroso aiuto. Ma quel tempo sta finendo. E’ finito”.

Vorrei raccontarvi brevemente una storia. “Un cavaliere della Tavola Rotonda si ritrovò sposato a una donna vecchia, sdentata e puzzolente. Dopo il supplizio della festa di nozze, durante la quale il mostro gli aveva ruttato addosso a ogni boccone, il cavaliere raggiunse la camera da letto con passi lenti da condannato. Quand’ecco spalancarsi la porta e apparire la megera, trasformata in una fanciulla incantevole. Abbracciò lo sposo e gli disse: «Sono vittima di un sortilegio. Devi scegliere: preferisci avermi orrida di giorno e radiosa di sera, o viceversa?». Il pensiero del cavaliere andò al suo amico più caro: esibizionista com’era, avrebbe tranquillamente accettato di dormire per sempre con una racchia, pur di avere una fata da esibire agli amici. Poi si immaginò la risposta del suo palafreniere, un ragazzo passionale. Lui al contrario avrebbe sfidato volentieri i commenti malevoli del prossimo, in cambio della possibilità di incontrare la bellezza fra le lenzuola. Ma il cavaliere della Tavola Rotonda la pensava diversamente da entrambi. Disse alla sua sposa che una scelta così importante poteva spettare soltanto a lei. La strega sorrise: «Allora io scelgo di rimanere bella per tutto il tempo, dal momento che tu mi hai rispettata, lasciandomi libera di decidere il mio destino”.(La Stampa)

Le donne hanno bisogno di un mondo in cui la libertà non sia concessa o negata, ma “riconosciuta” nella sua pienezza