POLITICI, GIORNALISTI E TALK SHOW

DI MASSIMO RIBAUDO


Adesso i talk politici in Tv sono molto divertenti.  Il protagonista non è più il politico, ma una serie di figuranti terrorizzati, biascicanti e sgomenti: i direttori dei giornali e i cronisti politici.

Per molto tempo i giornali e le TV hanno avuto un potere enorme sulla politica, perché la interpretevano e i lettori si fidavano di quella interpretazione. Poi, lo vogliono dimenticare tutti, c’è stato il 2008. Nessuno ci aveva avvertiti del crollo. Tutti i maghi, i taumaturghi dei giornali, gli analisti politici ci avevano mentito.
Parecchi di loro erano, e sono, a libro paga proprio dei poteri finanziari che hanno causato la crisi epocale della domanda di beni in Occidente.

Il punto non è che adesso c’è internet, facebook, o twitter. Il punto è che i giornali hanno perso la loro funzione di interpretazione del mondo. Se pubblicano gratis un cucciolo festante qualcuno clicca. Se mettono in paywall la grande analisi dell’economista di turno cliccano in 100, quelli che hanno ancora soldi da buttare per un abbonamento a un giornale.

Salvini e Di Maio stavano poco sui giornali e in TV. E, comunque, non hanno referenti diretti tra i direttori di giornale e i gruppi finanziari che li controllano. Eppure hanno vinto.

Adesso i giornalisti politici vivono nel terrore e aspettano che i politici facciano quello che dicono loro. Dubito che succederà.

Per Repubblica e il Fatto Quotidiano il Pd deve fare un governo col M5s. Guai, per Travaglio, se M5s va con Salvini.

Per Belpietro e soci, Salvini farà il governo coi fuorisciti del Pd e Berlusconi.

L’importante, come vedete, è andare contro l’evidenza dei numeri, della logica e del volere degli italiani, perché gli unici che capiscono questa volontà sono loro.

E’ finita. Diteglielo. Si ascoltano e si leggono solo fra loro.