MAI CON BERLUSCONI E CON SALVINI. O IL M5S MUORE

DI LUCIO GIORDANO

Il m5s è di destra o di sinistra? Domanda che ripetiamo da anni e che a questo punto non è  assolutamente più rinviabile. Alt: nessuno si inventi più la bufala per ritardati mentali, che  destra e  sinistra sono categorie vecchie, che non esistono più. Stronzate. Vecchia, vecchissima è semmai la logica della società liquida senza più ideologie. Una grande presa per il culo, che ha funzionato per anni ma che adesso non funziona più.

A questo punto, dunque,  il M5s la risposta la deve dare a tutti i costi. Giusto scandirla,  una domanda così dirimente, per farla comprendere meglio:  il M5s e’ di destra o di sinistra? Perchè se è di destra allora il movimento fondato da Grillo può tranquillamente governare con la destra radicale di Berlusconi e Salvini, quella destra che ha portato il Paese a meno di un centimetro dal fallimento, che alimenta l’odio sociale contro il diverso ( e si è visto con l’attentato terroristico di Macerata quali siano poi  i risultati), che mostra i muscoli come buonanima cocciapelata durante il ventennio,  e che prendendo in giro i propri elettori  sparge falsità, come  sull’abolizione della riforma Fornero.

Non specifica infatti il furbo Salvini che anche abolendola, la famigerata riforma già sparita dai radar del programma di governo della destra, i problemi rimarrebbero perchè rimarrebbero intatti i cardini della ben più severa riforma Sacconi, varata nel 2009, pieno governo Berlusconi. La destra non racconta nemmeno che   Il governo dell’ex cavaliere, in combutta con Tremonti e Bossi, ha sottratto decine di miliardi di Euro di fondi FAS al Sud per regalarli al Nord e pagare le multe miliardarie delle quote latte.  E tace sul fatto  che la grande recessione cominciata nel 2008 è stata causata  anche dalle  manovre finanziarie, scandalosamente inique, decise dal IV governo Berlusconi, con tagli pazzeschi sulla spesa sociale. Ricchi contro poveri, destra contro sinistra. Appunto.

Ecco, se il Movimento cinque stelle è di destra, allora prego si accomodi. Smetta di prendere in giro gli elettori di sinistra che l’hanno votato credendo in parole come onestà, giustizia sociale, redistribuzione della ricchezza, uno vale uno eccetera eccetera  e  faccia un bel governo con Salvini.  Si prenda però  tutto il pacchetto e cioè anche  Berlusconi e Meloni. Si, tutto il pacchetto. Perchè l’abbiamo visto anche con le elezioni dei presidenti di camera e senato: è una pia illusione che il segretario della Lega si sganci dall’ex cavaliere. Con il misero 17 per cento dei voti, da solo, Salvini non va da nessuna parte. Lo sa lui per primo.

Basterebbe questo per mettere fine alla ridda di ipotesi bischere. Ma la realtà vera è che Silvio continua a tenere  per le palle il Matteo padano e non il contrario, come  sostengono erroneamente molti opinionisti. Lo si è visto con la Casellati ( a proposito, Romani era nettamente migliore della pasdaran berlusconiana che piazza la figlia in posti pubblici  ). Le poltrone le decide Berlusconi, sempre e solo lui. E quando Salvini ha provato a fare di testa sua, il risultato è stata l’ira funesta dell’ex cav, che ha fatto rientrare in una notte i propositi di rottura  sulla Bernini, del candidato scelto dal segretario della Lega nord di propria iniziativa. Sì, il capo del carroccio ci ha provato, ma ha capito subito  che doveva fare un passo indietro, per non scatenare l’indiscutibile potenza di fuoco mediatica dell’ex cavaliere,  contro l’improvvido finto alleato . Perchè la realtà è che Matteo   vorrebbe puntare all’Opa sulla destra berlusconiana, ma Silvio non lo consentirà mai e poi mai,  almeno fino alla sua morte.

E dunque, poche storie: Salvini si è bruciato la carriera,  schiantandosi contro un muro, proprio come Fini e Alfano ( missing entrambi) . Berlusca, infatti, ormai non si fida più del segretario del carroccio ma non lo molla,  non  può rinunciare a lui, se vuole restare aggrappato al potere, con le unghie e con i denti. Dal canto suo, l’ambizioso Salvini vorrebbe scrollarsi di dosso lo scomodo finto alleato che non  sopporta più, ma con il  17 per cento c’è poco da scialare. Ambizione e ingenuità lo hanno portato ad un clamoroso  passo falso, difficilmente rimediale: lo strappo rischia  di allargarsi ancora di più. Insomma, un bel rebus per tutta  la destra radicale.

Un doppio rebus per i 5 stelle: sono disposti ad accollarsi anche il caimano in un governo con Salvini? Se sono di destra, in effetti,  che problema c’è. Ma se sono di sinistra, allora il problema diventa insormontabile. Per molto meno, milioni di elettori hanno abbandonato il Pd renziano. Lo stesso farebbe la base del movimento. E in effetti, non una minoranza, come vorrebbe far credere in tv Alessandro Campi, ma la maggioranza consistente della base grillina è in rivolta. Sul web non si parla d’altro. E giustamente. Governare con la destra radicale, vorrebbe dire snaturare il movimento. E fa niente se ai vertici c’è l’ala governativa e un poco destroide dei 5 stelle. Senza base il movimento 5 stelle non va da nessuna parte. Sapete quanti smetterebbero di votare il partito nel caso di un governo con Berlusconi e Salvini? Il 70 per cento almeno degli elettori grillini. Di Maio e i suoi diventerebbero residuali.

Esclusa  dunque, almeno per il momento,  la soluzione più logica e vincente, un’ alleanza con il Pd derenzizzato, se non vuole sparire in un lampo dal parlamento, ai 5 stelle non resta che andare all’opposizione, gridando con orgoglio ritrovato  ‘mai con Berlusconi, mai con i fascio leghisti di Salviniì. Un mese fa lo aveva detto anche Roberto Fico.  Def finanziaria e finanziaria aggiuntiva alla quale ci obbligherà l’Europa,  la facesse la destra radicale. Magari   Salvini  ci metta, specificando le coperture, anche la Flat tax sparita stranamente  anch’essa dai programmi di governo:  una ‘genialata’ capace di distruggere in un colpo solo sanità pubblica e scuola. Faccia quel che vuole, insomma. Tanto, state tranquilli,  tempo un anno, sarebbero gli stessi elettori della Lega a rincorrere i loro dirigenti con i forconi. Perchè l’Italia, nel frattempo,  andrebbe a fondo.