CARA PROF, GLI STUDENTI DEL BIENNIO NON “SONO UN PO’ COSÍ”. PER FORTUNA

DI CHIARA FARIGU

Tutto questo solo ieri. Un’intera classe è stata sospesa con l’obbligo di frequenza. Con l’aggiunta, durante l’intervallo, di svuotare i cestini pieni di cartacce negli appositi contenitori della spazzatura. È questa la sanzione comminata agli studenti del 1° anno di un istituto superiore di Alessandria per aver deriso insultato e (forse) legato alla sedia con dello scotch la loro prof con evidenti problemi di deambulazione. Per poi colpirla con dei calci.

L’episodio, successo circa un mese fa, riportato da La Stampa solamente ieri, ha fatto il giro dei media e nel web. Un fatto vergognoso che ha fatto indignare il mondo della scuola. E non solo.

Oggi però si racconta un’altra storia, un’altra verità. Con toni decisamente più soft, come a voler togliere ogni alone di violenza all’accaduto.

A cominciare dal preside dell’istituto che tende a minimizzare il fatto, l’hanno “solo” derisa, ha dichiarato, negando che sia stata legata e poi picchiata. Ma ci sarebbe un video postato su Instagram (poi rimosso dal social) da alcuni studenti che hanno effettuato le riprese mentre altri bullizzavano l’indifesa prof.

Già, la prof. Che oggi ha rilasciato un’intervista a La Repubblica nella quale sostiene di essere stata dapprima circondata da una decina di studenti e poi derisa e umiliata. Le spostavano la cattedra all’interno dell’aula e lei aveva difficoltà a raggiungerla a causa dei suoi problemi di deambulazione. Un episodio di goliardia, lo ha definito la prof, perché “si sa che nel biennio gli studenti sono un po’ così”.

Così come, cara prof? Maleducati, irrispettosi, pronti a umiliare chi è in difficoltà? Per la serie, “bisogna capirli, perché son giovani, chi di noi non lo ha fatto a quell’età”? Già, “però poi si sono scusati… quindi va bene così”. Anche perché, continua l’insegnante, “la punizione l’hanno avuta, è stata giusta almeno evitiamo che lo facciano di nuovo”.

La punizione, ovvero la sospensione di un mese con obbligo di frequenza. Per qualcuno trattasi di “punizione esemplare” in quanto anticamera di una ipotetica bocciatura. Per i più assolutamente irrisoria. Priva di qualunque connotato educativo.

A chiedere pene più severe i docenti di tutti Italia, stanchi di essere “sotto assedio di giovani allevati come criminali”, commentano sui social molti prof, da troppo tempo sotto tiro.
“Ci hanno tolto tutto: il voto in condotta, le note, le bocciature”; “Qualunque cosa facciano la passano sempre liscia. E i genitori pronti a difendere l’indifendibile, anche contro ogni evidenza”; “Quale altro lavoratore esce di casa la mattina e non sa se vi farà ritorno integro fisicamente? E’ ora di dire BASTA!”

A dire BASTA però, sempre oggi, ci hanno pensato i genitori di quegli alunni che, attraverso un comunicato danno un’altra versione dei fatti, in sintonia con quella fornita dal preside: la prof è stata sì derisa e umiliata ma non legata alla sedia. Pertanto, scrivono in una nota (fonte Ansa), “Vittima questa volta sono i ragazzi, descritti come delinquenti e demonizzati ingiustamente. Inoltre non ci sono filmati dell’accaduto sui social. Ci sono state risate di troppo, derisioni, sfottò. Le è stato mancato di rispetto, ma non è stata legata. E i ragazzi sono stati puniti e hanno compreso il loro comportamento non corretto. Qualche video della scena è stato registrato, ma è subito stato rimosso dai social”.

Insomma ancora una volta ammissioni ma solo a metà. A conferma che la verità sia un optional. Uno dei tanti.
Come se sfottere, deridere, umiliare chi ha un difetto fisico fosse un gioco innocente. E non un atto delinquenziale da stigmatizzare senza e senza ma. Che poi la persona umiliata sia addirittura la loro insegnante, beh, che importa, in fondo non è stata legata. Semplicemente vergognoso.
Del resto, con genitori simili, pronti a difendere l’indifendibile, di cosa ci lamentiamo? Ma soprattutto, dove andremo a finire se anche i docenti presi di mira e bullizzati finiscono poi per porgere sempre l’altra guancia, derubricando a bravata, goliardia qualunque atto violento che andrebbe invece stigmatizzato senza scusanti?

Derisi, insultati, umiliati, picchiati, accoltellati. Manca solo il morto. Si aspetta forse questo per porvi rimedio? Continua ad essere assordante il silenzio delle istituzioni in tutto questo

L'immagine può contenere: una o più persone e primo piano