IL M5S AVVERTE PARTITI E BOIARDI DI STATO: SIAMO NOI A CONDURRE LA PARTITA

DI LUCA SOLDI

 

Più di tante agenzie lo fanno i blog perché le affermazioni di Andrea Roventini, il ministro dell’Economia ombra del Movimento 5 stelle, gettano un po di scompiglio nei giorni del delicato lavorio delle diplomazie politiche che intenderebbero costruire un futuro governo del Paese.

Roventini, precorrendo i tempi, si espone sul suo blog, con un post dal titolo decisamente eloquente: “Nomine pubbliche: onestà e competenza le nostre stelle polari”. E le premesse non lasciano intendere niente di buono per il futuro dei boiardi di Stato, sì perché per i rinnovi dei manager delle società pubbliche, secondo colui che dovrebbe essere il predestinato alla guida dell’economia del Paese, è ora di dire basta.

Stop definitivo ai soliti circoli di potere ai salotti della Prima e Seconda Repubblica che piazzano le pedine nei posti giusti.

Una partita su più di 60 aziende partecipate pubbliche, che complessivamente hanno un fatturato superiore a 120 miliardi di Euro, e che impiegano un esercito di 105 mila dipendenti. Il 70% del fatturato totale arriva dal settore “Energia, petrolio e gas”, con 14 aziende, per un fatturato di circa 84 miliardi di Euro.

Numeri che da soli fanno bilancio, cifre importanti che possono influenzare ed indirizzare la crescita italiana verso la sostenibilità, in linea proprio con il piano energetico nazionale a 5 stelle. Poi ci sono le due aziende del settore “Spazio aereo e difesa” che occupano 45 mila dipendenti con specializzazioni professionali di altissimo profilo ed un ruolo di crescita ed innovazione patrimonio del Paese di assoluto valore.

Roventini, probabilmente suggerito da qualcuno, esce dunque allo scoperto: “Una società sana premia il merito, rimuove le disuguaglianze, punisce i disonesti ed investe sui propri talenti, sull’istruzione e sull’innovazione. Nei prossimi mesi ci sarà da affrontare ed indirizzare il futuro di tante società partecipate pubbliche: competenza, trasparenza, ed onestà saranno le nostre stelle polari per raggiungere l’obiettivo di una nuova crescita sostenibile ed inclusiva, guidata dall’innovazione e dallo sviluppo tecnologico”. Dunque si chiude al passato, si cambia strada, si rottama per davvero e soprattutto si rinnova seguendo la stella polare di merito e competenza. Unica deroga tollerata quella per Arera, l’autorità per l’Energia, in prorogatio fino all’11 aprile e che con tutta probabilità verrà prorogata con un decreto del governo Gentiloni mentre ci sarà tolleranza zero per tutto il resto.

Passano pochi momenti ed uno dei luogotenenti di Di Maio, Stefano Buffagni, arriva su Facebook condividendo Roventini: “Il Movimento è la prima forza politica del paese: nessuno sogni di non tenerne conto, a partire da Saipem e Cdp perché lo sviluppo del paese passa da questi nodi fondamentali”. Un vero fuoco di sbarramento probabilmente dovuto a certe operazioni che il governo in carica starebbe cercando di mettere a frutto mentre tutte le attenzioni sarebbero rivolte alla scadenza principale: la formazione del nuovo Governo. “Abbiamo visto strane mosse – spiegano dal cinque stelle – e abbiamo voluto lanciare un segnale. Che ci sembra sia stato recepito”. Come a dire: non pensate di poter fare a meno di noi sul versante nomine.

Ripercorrendo le scadenze ci sarebbe fra le prime, Saipem ma anche la Cassa depositi e prestiti. È lo stesso Roventini a scriverlo in modo chiaro: “La Cdp può diventare veicolo d’innovazione e crescita, contribuendo allo sviluppo industriale e tecnologico dell’Italia. Purtroppo, negli anni la CDP non ha contribuito come avrebbe potuto al raggiungimento di tali obiettivi, per mancanza di un chiaro indirizzo da parte del potere esecutivo”.

Gigantesca la partita per la nomina ai vertici di Leonardo-Finmeccanica, Sogei, la più importante società informatica dello Stato, la Gse, Arexpo Spa, Studiare Sviluppo S.r.l. e Eur Spa. E poi come dimenticare la Rai? Una vera manna da sistemare bene per avere in mano le leve del potere “Non abbiamo pregiudizi nei confronti di nessuno”, spiegano dal movimento cinquestelle. Stando ben attenti ai colpi di mano dei partiti, Pd e Forza Italia per primi e poi subito dopo quelli della Lega di Salvini.