IL LAVORO INSEGNA. SEMPRE

DI MARUSKA ALBERTAZZI

Quando frequentavo l’ultimo anno di liceo, negli Stati Uniti, quasi tutti i miei compagni di scuola lavoravano. Frequentavo un liceo privato molto costoso, i miei compagni di scuola erano figli di ricchi americani, eppure lavoravano. Non lavori attinenti a quello che avrebbero poi fatto “da grandi”, visto che la maggior parte di loro si è poi trovata alla guida di aziende mastodontiche a gestire patrimoni che qui in Italia sono a malapena immaginabili. Facevano panini. In bugigattoli che al confronto Mc Donald’s è una succursale di Cracco. Oltre al lavoro dopo la scuola, avevamo tutti un certo numero di ore di “community service” da completare per poter passare l’anno. Per raggiungere il mio monte ore ho fatto la parcheggiatrice, dipinto una scuola in un quartiere “difficile”, intrattenuto bambini, lavato cessi in un certo anziani. Tutti lavori che non avevano niente a che vedere con quello che avrei poi fatto da grande.
Auspico che i miei figli comincino a lavorare il prima possibile. E per prima possibile intendo prima possibile. Qualsiasi lavoro, persino raccogliere i pomodori, lavare i bagni, perché lavorando si impara. Forse non sarà il lavoro della vita, ma sempre lavoro è. E davvero, si impara.
Sempre.