A GAZA CONTINUA LA STRAGE, FERMIAMO LE ARMI

DI ENRICO ROSSI

Neanche durante la Pasqua ebraica che quest’anno coincide con la nostra le armi tacciono. Sono decine i morti e migliaia i feriti ai confini di Gaza, colpiti da proiettili e inondati da gas lacrimogeni per mezzo di droni. Tra i caduti anche un contadino di 27 anni che era andato a raccogliere prezzemolo nel posto sbagliato, nel giorno sbagliato. Questa è la guerra ingiusta alle porte d’Europa e di casa nostra, ingiusta perché asimmetrica e perché vede morire civili afflitti dalla povertà. Ai palestinesi di Gaza non resta che la disperazione, così come a tutti i popoli distrutti dalla fame e dalla miseria. L’unica soluzione, la più difficile da attuare, resta quella di una convivenza tra due popoli e due stati che può essere raggiunta solo attraverso il dialogo tra le parti e la mediazione internazionale. Metà della popolazione israeliana è composta da palestinesi e arabi israeliani e non può essere considerata una minoranza. Ricostruire il dialogo e le condizioni della pace è il compito che spetta anzitutto all’Europa. La società israeliana e quella palestinese sono pronte e, nel cammino di pace, quello quotidiano, sono più avanti di molti militari e politici che governano i loro paesi. Fermiamo le armi ora.