IRRUZIONE DI AGENTI FRANCESI IN UN CENTRO D’ACCOGLIENZA ITALIANO

DI MARINA POMANTE

Hanno fatto irruzione in un centro migranti a Bardonecchia, al confine tra Italia e Francia, dove opera l’associazione Rainbow4Africa.
Agenti francesi sono piombati come fosse un blitz nel centro d’accoglienza e hanno obbligato uno dei migranti al test delle urine…
Il tutto sotto gli occhi dei volontari e dei medici, i quali tra stupore e sorpresa sono rimasti sorpresi e meravigliati di questa azione.
SI è trattato di un vero sconfinamento quello compiuto dai cinque agenti doganali francesi. Lo denuncia proprio l’associazione che presta assistenza a questi immigrati che tentano di passare la frontiera passando dalle Alpi.
L’Ong Rainbow4Africa che ha denunciato quanto avvenuto, ha definito l’azione di polizia, una “grave ingerenza”.

Anche la Politica ha espresso critiche in merito e da FdI in una nota si legge: “Non siamo la toilette di macron”.
Naturalmente anche il sindaco ha voluto esprimere il proprio sdegno dichiarando: “Non si permettano più”, Enrico Letta ha definito il fatto come: “ennesimo errore su questione migranti”.
Dalla Farnesina arriva la notizia sulla richiesta di spiegazioni al Governo francese, spiegazioni e rimostranze che sono anche state allargate all’Ambasciata di Francia a Roma, “…attendiamo a breve risposte chiare, prima di intraprendere qualsiasi eventuale azione”.

Su Twitter l’ONG ha scritto: “Agenti di Confine francesi sono entrati armati nell’ambulatorio gestito a Bardonecchia, costringendo un migrante a un test delle urine e intimidendo un nostro medico e i mediatori e gli avvocati @asgi_it. Le nostre associazioni condannano l’accaduto #MissioneFreedomMountain”.
Ulteriori dichiarazioni di Rainbow4Africa ricordano che “un presidio sanitario è un luogo neutro, rispettato anche nei luoghi di guerra”.
Sono ormai mesi che Bardonecchia, la nota località sciistica della Valle di Susa, è al centro della “rotta dei migranti” che tentano di raggiungere la Francia nonostante le avverse condizioni meteo e malgrado la rigidità delle autorità francesi.
Nei giorni scorsi era stata sempre sempre Rainbow4Africa a denunciare la notizia della guida alpina francese indagata per avere aiutato una migrante incinta e la stessa Associazione aveva assistito qualche settimana fa, un’altra donna incinta e malata, respinta al confine, la donna morì dopo il parto all’ospedale Sant’Anna di Torino.

Nel centro di Bardonecchia dove c’è stato il “blitz” francese, dallo scorso dicembre almeno un migliaio di profughi hanno trovato assistenza.
E’ stato l’intervento del personale del Commissariato, avvisato dalla stessa Ong di quello che stava accadendo ad allontanare gli agenti francesi.

Augusta Montaruli, deputata di Fdi, dichiara piuttosto calorosamente: “Il comportamento degli agenti francesi a Bardonecchia è stato gravissimo. L’Italia chiami Macron e gli ricordi che qui nessun agente straniero può venire a far valere la propria autorità. Siamo un Paese sovrano non una provincia della Francia. I campioni delle urine li prendano nei bagni francesi o ne segnalino la necessità alle nostre Forze dell’Ordine” e prosegue nella sua accusa dicendo: “Già scaricano sul nostro Paese tutto il peso dell’immigrazione e dell’emergenza profughi ora non vengano a far valere i loro distintivi a casa nostra. Si tratta di una mancanza di rispetto inaudita verso l’Italia ed un precedente inammissibile. Siamo contrari a questa gestione del problema profughi da parte di un’Europa lavativa e sappiamo peraltro che dietro le richieste di asilo troppe volte c’è il tentativo di eludere la normativa sull’immigrazione clandestina ma dopo il danno di essere lasciati soli non assisteremo pure alla beffa di essere usati come la loro toilette”. Parole forti che senza mezze misure esprimono al di là di qualsiasi dubbio il risentimento per l’accaduto, quelle della deputata Montaruli. Un risentimento che ad alcuni è apparso addirittura eccessivo, ma che nello scenario di quanto accaduto è sicuramente stato utile per portare uno scossone alle Istituzioni.

Esplicita e gonfia di risentimento anche la dichiarazione del sindaco di Bardonecchia, Francesco Avato, che vale la pena riportare per intero: “Non avevano alcun diritto di introdursi lì dentro, non si permettano mai più. Quella è una stanza gestita dal Comune con dei mediatori, i volontari di Raimbow4Africa, come altre realtà, collaborano con il progetto. L’accesso alla sala è possibile solo agli operatori autorizzati. E’ uno spazio calmo, neutro, dove si incontrano i migranti, si parla con loro, si spiegano i rischi del viaggio che hanno deciso di intraprendere e si cerca di convincerli a rimanere in Italia, dove possono trovare accoglienza”.

Matteo Salvini il Leader della Lega non ha perso l’occasione per unirsi al coro delle rimostranze e per ricordare le sue aspirazioni governative, ma comunque la sua accusa è senz’altro utile per la rivendicazione dei nostri diritti: “Altro che espellere i diplomatici russi, qui bisogna allontanare i diplomatici francesi! Con noi al Governo l’Italia rialzerà la testa in Europa, da Macron e Merkel non abbiamo lezioni da prendere, e i nostri confini ce li controlleremo noi”.

“Il Governo in carica per il disbrigo degli affari correnti ha il dovere di protestare contro il blitz degli agenti francesi nella sede di Bardonecchia della Rainbow4Africa, ong impegnata nell’assistenza ai migranti. Si tratta di un’azione molto grave nei confronti di un Paese confinante. Ma soprattutto è un’intollerabile intimidazione nei confronti di chi offre assistenza ai migranti. Il rispetto dei diritti umani è stato calpestato oltre ogni immaginazione. E questo è inaccettabile”. Lo dichiara Giuseppe Civati di Possibile, e autore del libro denuncia ‘Voi Sapete. L’indifferenza uccide’, che denuncia il silenzio delle Istituzioni mondiali sul rispetto dei diritti umani.
Civati ha poi continuato: “Manifesto tutta la mia solidarietà ai volontari vittima di questo arrogante blitz. Episodi del genere non devono accadere più, né dalla Francia di Macron, per molti diventato un modello da imitare, né da parte di qualsiasi altro Paese. Proprio per questo motivo abbiamo messo, sin dopo le elezioni, la questione europea al centro del dibattito politico. Perché nell’Ue del futuro questi blitz non dovranno essere nemmeno immaginabili”.

Secondo Parigi l’intervento in Italia è legittimo e Il ministro francese dei conti pubblici, Gérald Darmanin, a cui fanno capo i doganieri, ha rilanciato in un comunicato le ragioni francesi: “Al fine di evitare qualsiasi incidente in futuro, le autorità francesi sono a disposizione di quelle italiane per chiarire il quadro giuridico e operativo nel quale i doganieri francesi possono intervenire sul territorio italiano in virtù di un accordo (sugli uffici di controlli transfrontalieri) del 1990 in condizioni di rispetto della Legge e delle persone”.
Quello del ministro Gérald Darmanin, appare più un discorso burocratico che una reale ragione sull’intervento dei gendarmi francesi. Restano comunque da chiarire i limiti dello sconfinamento che appare evidente sia avvenuto.

Da: monitoraggioattivo.com