A 81 ANNI E’ MORTA WINNIE, EX MOGLIE DI NELSON MANDELA

DI MONICA TRIGLIA

Winnie Madikizela-Mandela, ex moglie di Nelson Mandela, padre della lotta all’apartheid in Sudafrica, se ne è andata a 81 anni.

Nomzamo Winifred Zanyiwe Madikizela, questo il suo nome completo, malata da tempo, è morta al Netcare Milpark Hospital di Johannesburg.

Per oltre 38 anni è stata moglie di “Madiba”, così il popolo chiamava Mandela, prima che l’unione tra i due si spezzasse agli inizi degli anni Novanta.

Nata a Mbizana il 26 settembre 1936, quarta di otto figli, figlia di due insegnanti, Winnie si trasferisce a Johannesburg per studiare ed è la prima donna nera del Sudafrica a diplomarsi, nel 1956, come assistente sociale.

Nel 1957 conosce, si racconta a una fermata del bus, Nelson Mandela, 18 anni più vecchio di lei, all’epoca sposato da dodici anni con Evelyn Ntoko Mase dalla quale aveva avuto quattro figli. Il divorzio è immediato e Winnie e Madiba convolano a nozze un anno dopo, nel 1958. Dalla loro unione nasceranno in due anni due figlie, Zenani e Zindzi.

Winnie è tra i principali attivisti del Paese nella lotta all’apartheid, soprannominata per il suo impegno “madre della nazione”.

Già quattro mesi dopo il matrimonio con Mandela partecipa a una manifestazione contro le leggi sui lasciapassare obbligatori per i neri. Arrestata, esce dal carcere dopo una settimana ma viene licenziata dall’ospedale nel quale lavora.

La vita insieme a Madiba dura pochissimo.

Mandela viene arrestato nel 1963 e condannato all’ergastolo per tradimento. Uscirà 27 anni dopo, nel 1990. «La mia vita con lui è stata una vita senza di lui» racconta Winnie che nei primi vent’anni della detenzione del marito può andare a trovarlo solo una volta ogni sei mesi.

Durante la prigionia del compagno Winnie finisce più volte agli arresti domiciliari e viene anche confinata nel villaggio di Brandfort.

Nel 1969 è detenuta in isolamento per 18 mesi accusata di terrorismo dal regime.

Da sempre personaggio controverso, negli anni ’80 giustifica pubblicamente la tortura e l’esecuzione sommaria come armi di lotta politica. Fa scalpore il suo discorso a Munsieville, nell’aprile 1986, quando si dice a favore della pratica del “collare di fuoco” (che consiste nel bruciare vive le persone tenendole ferme con un copertone d’auto): «Le nostre scatole di fiammiferi e le nostre collane libereranno questo Paese».

Nel 1990 Mandela è libero ma i rapporti tra i due sono già compromessi. Ancora dal carcere Mandela aveva sconfessato la moglie per la villa con piscina costruita fra le baracche di Soweto, e per il tentativo di far soldi sul nome dello stesso Mandela, cercando di affidarne il copyright a un avvocato.

Winnie viene implicata anche nel caso del rapimento di quattro giovani che Jerry Musivuzi Richardson, la sua guardia del corpo e allenatore del MUFC, il Mandela United Football Club, aveva prelevato nella casa di un pastore metodista e aveva costretto con la violenza ad ammettere di essere stati abusati sessualmente dal religioso. Uno dei quattro, James Seipei, 14 anni, viene ritrovato morto il 6 gennaio 1989. Winnie è condannata a sei anni di carcere, pena poi ridotta a multa in ultimo grado di giudizio.

Quando Mandela diventa presidente, nel 1994, aprendo la strada al Sudafrica democratico, Winnie ricopre diversi ruoli governativi: deputata; capo dell’ala femminile dell’African National Congress, il partito con cui Mandela era salito al potere; viceministro alla Cultura, carica dalla quale viene rimossa dallo stesso Mandela a causa di uno scandalo per un viaggio non autorizzato in Ghana.

I due, separati già dal 1992, divorziano nel 1996.

Nel 1998 Madiba sposa Graca Simbine Machel, vedova di Samora Machel, leader della lotta per l’indipendenza del Mozambico e primo presidente del Paese africano.

Nello stesso anno la commissione sulla verità e la riconciliazione sudafricana stabilisce che Winnie è stata “politicamente e moralmente” responsabile, in modo diretto e indiretto, di diversi crimini contro uomini, donne e bambini.

Alla sua storia è dedicato il film “Winnie Mandela” del 2011, scritto e diretto da Darrell Roodt.