RITOCCO ALLA LEGGE ELETTORALE E POI SUBITO AL VOTO

DI GIANFRANCO ISETTA

Intervengo, facendo seguito a un mio precedente articolo, sostanzialmente per smentire me stesso.
Intendiamoci, non sull’auspicio di un rapporto tra 5stelle e PD, che confermo, ma proponendo un percorso diverso che tenga conto di quanto avvenuto in questo mese postelezioni.
Oggi, prendendo atto dell’evoluzione (o involuzione) della situazione, dei rapporti di forza venutisi a creare e per il fatto che il PD è diviso al suo interno e con l’ex segretario Renzi a cui bastano pochi suoi parlamentari per esercitare un veto secco a questa ipotesi di collaborazione,
sono arrivato alla conclusione che sarebbe auspicabile una rapida modifica dell’attuale legge elettorale da farsi, se si trova l’accordo, che potrebbe esserci, in Parlamento, in qualche settimana, (non credo ci sia bisogno di un governo nuovo per un periodo così breve);
La modifica potrebbe essere la seguente:
mandare al ballottaggio, in un secondo turno, le coalizioni o i partiti che raggiungano almeno il 30% dei voti per poi assegnare la maggioranza assoluta (55%) a chi si aggiudica il ballottaggio e una percentuale pari al risultato raggiunto al primo turno alla coalizione o partito sconfitti al ballottaggio, distribuendo, proporzionalmente al risultato raggiunto, il resto dei seggi alle forze escluse dal secondo turno.
Mi pare evidente che così verrebbe rispettata meglio la volontà degli elettori e garantita la certezza del governo al secondo turno.
Dopodichè andare subito alle urne.
A quel punto si potranno misurare anche i rapporti di forza reali dentro al PD dal quale dovrebbe scaturire una rappresentanza parlamentare in parte diversa da quella attuale
Potrebbe auspicabilmente ridursi il peso dei renziani già in sede di formazione delle liste, e quindi l’efficacia della loro forza di veto.
A meno che il PD decida di suicidarsi politicamente affidandosi ancora al senatore di Rignano, oppure finire di spaccarsi in due tra renziani, per un nuovo partito di centro, cosa che probabilmente l’interessato ha in testa da tempo, e fedeli più coerenti all’idea originaria per cui il PD era stato fondato magari con un recuperato rapporto con esponenti e elettorato di LeU.
Questo è l’auspicio che comunque resta lo stesso, e cioè quello di una collaborazione tra 5stelle, che punti a vincere il ballottaggio, e un PD che concordi un appoggio elettorale al secondo turno sulla base di pochi e precisi punti programmatici , da proporre agli elettori e eventualmente, qualche presenza anche in un governo Di Maio.
Naturalmente dopo un voto che potrebbe, almeno in parte, modificare qualcosa nei rapporti di forza e, forse, sufficiente per una soluzione realisticamente auspicabile, almeno a mio parere, per il Paese.

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