MIND MAPS: I MANDALA OCCIDENTALI

di Tina Camardelli

 

 

 

 

 

 

 

Davanti a un foglio bianco, la nostra mente vagherà annoiata, ponendo limiti alla creatività. Il cervello vive al buio, all’interno della scatola cranica, isolato dal mondo esterno. Quello che vediamo o percepiamo visivamente è il frutto di una lunga serie di impulsi, che partono dagli occhi e arrivano al cervello. Sono gli occhi, ad aprire una finestra  al cervello sulle bellezze della vita e ad offrirgli la possibilità di fare esperienze, di imparare e di sperimentare.

Quando si afferma che il cervello dell’essere umano è prevalentemente visivo, si intende che il nostro cervello trasforma tutte le informazioni in entrata in immagini, prima di trasformarle in pensieri, parole e concetti e lo stesso avviene in uscita.

Spesso, stati emotivi spiacevoli, sono legati a una rappresentazione delle immagini in bianco e nero o con colori smorti, tendenti a tonalità scure. Basta modificare i colori, rendendoli vivaci e luminosi,  per trasformare le sensazioni che i nostri pensieri ci trasmettono.

Il cervello  da 0 a 100 anni adora immagini, simboli, se poi diamo un tocco magico utilizzando l’arcobaleno di colori, la noia si trasformerà in una dose di adrenalina pura.

Non a caso la società nella quale viviamo ci bombarda continuamente di stimoli visivi, che siano essi cartelloni pubblicitari, spot televisivi, programmi tv, ecc. Tutto ciò, per il nostro cervello, è estremamente efficace.

Facebook o i diffusissimi smarthpone  sono strumenti che basano la loro efficacia su stimoli enormemente visivi. Il cervello umano ama questo modo di rappresentare la realtà, perché è perfettamente in linea con il suo modo naturale di ragionare.

In Oriente da millenni si utilizza una tecnica che associa colori, simboli e forme. Per gli orientali questa tecnica è una vera e propria arte terapeutica e si chiama Mandala

Il termine Mandala deriva dal sanscrito, che significa “cerchio”, inteso sia come il simbolo dell’universo che del nostro mondo interiore.  Viene usato in numerose tradizioni spirituali, ma soprattutto nell’Induismo e nel Buddismo. Oggi il termine mandala è molto conosciuto anche in Occidente ed è entrato nell’uso comune.  Formato da figure geometriche, diagrammi e disegni circolari, utili per ritrovare calma, equilibrio, pace.

Educa a vivere nel momento presente.  Grazie al silenzio che si crea intorno favorisce l’ascolto interiore, dai nostri pensieri più intimi, alle emozioni più profonde e nascoste nella nostra anima. Le attività artistiche aiutano il nostro cervello ad attivare l’emisfero destro, il più creativo, che rischia di rimanere sopito a causa dei nostri doveri lavorativi, delle convenzioni sociali e della tipica istruzione scolastica che tende a dare spazio alla logica piuttosto che alle arti. Colorare un mandala alleggerisce la mente e ci riporta in equilibrio. Potrebbe essere un suggerimento utile per occupare il tempo dei bambini utilizzandolo come “riempi-tempo” per sottrarre spazi della giornata alla cara, vecchia televisione e agli ormai inevitabili tablet . I monaci buddisti  li realizzano con sabbie colorate: tramite cannucce dorate fanno cadere, negli appositi spazi precedentemente disegnati, i vari colori che comporranno l’immagine finale. Per completare un mandala di sabbia possono volerci giorni interi, durante i quali l’ipnotico rumore dello sfregamento sulle cannucce accompagna una sorta di meditazione a cui tutti possono assistere e partecipare. Inevitabilmente, qualunque sia la preziosità e la grandezza del lavoro e il tempo che c’è voluto per realizzarlo, il mandala sarà distrutto con una cerimonia finale, che ci ricorda che tutto è impermanente, destinato ad avere una fine. Le sabbie saranno tutte rimescolate e gettate in un corso d’acqua: una notevole lezione per  noi occidentali, così attaccati a tutto.

Diverse, ma molto simili in Occidente troviamo le  mind maps o mappe mentali. Inventate da Tony Buzan. Sono rappresentazioni visive del processo di pensiero e utilizzate come uno strumento, basato sull’immenso potere della nostra mente di fare associazioni e connessioni, per prendere appunti, ricordare e organizzare i pensieri in modo naturale. Stimolano la mente, rendendo chiara e semplice l’analisi di problemi complessi, con le annesse soluzioni. Vengono adoperate  non solo individualmente, ma anche in gruppo.  Per questo, sono ampiamente utilizzate da Aziende e Istituzioni come Apple, Microsoft, Disney, Toyota, NASA e molte altre, per aiutare le persone a essere più produttive, efficienti e motivate.  La realizzazione di una  mind map non solo incrementa la nostra capacità di immagazzinare e ritrovare le informazioni che assumiamo, ma contribuisce a stimolarne la creatività.

Se facciamo un passo indietro,già nel paleolitico molti nostri antenati utilizzavano le mind maps e i mandala, inoltre Leonardo Da Vinci adoperava schemi, simboli, figure geometriche e colori per organizzare i propri appunti.

Lo Zibaldone, una delle opere più famose di Giacomo Leopardi è una sorta di diario che contiene appunti, note, schizzi, meditazioni di carattere psicologico e morale.

Inoltre Carl Gustav Jung intorno ai 40 anni, quando ormai era un uomo realizzato, e aveva raggiunto fama, potere e ricchezza, incominciò all’improvviso ad avere incubi e visioni che annotò e disegnò per il resto della sua vita, su un quaderno che diventò “Il libro rosso”. Un diario singolare, intimo, un testo alchemico di straordinaria ricchezza.  E’ doveroso ricordare che si deve a lui l’introduzione dei mandala in occidente.

E’ incredibile come, nella nostra società, realtà spesso considerate distinte, come oriente ed occidente, si fondino in maniera continua e profonda.

Già perchè, le mind maps altro non sono che mappe concettuali, la speculare forma informatizzata e modernizzata dei mandala. Sono entrambi strumenti per la mente e per lo spirito. Entrambi, possono rappresentare qualsiasi cosa: una dottrina, un racconto una categoria, uno studio. Fondono insieme razionalità e creatività, dando forma  e ordine a pensieri, progetti e appunti, stimolando al tempo stesso le infinite potenzialità del cervello: intelligenza, comunicazione, concentrazione e memoria. Oggi le mappe mentali sono diventate un fenomeno globale, e i mandala dall’oriente hanno invaso  tutto il mondo.

In fondo le due culture apparentemente distanti, stanno accorciando le distanze.

Jay Ogilvy pubblicitario britannico, fondatore di una delle più importanti agenzie pubblicitarie al mondo, sostiene che  “oggi si inizia a capire che il fenomeno di maggiore importanza storica dell’ultimo secolo non sono state le guerre mondiali o la guerra fredda, ma è stato l’avvio della fusione culturale fra Occidente e Oriente”

Oggi, questa fusione è preponderante. Fino a pochi anni fa, sarebbe stato impensabile che un quotidiano trattasse di mandala, mantra  e mindfulness. Oggi questo avviene.

Il patrimonio dell’essere umano è conoscere e accettare la “diversità”. In fondo in qualunque circostanza, due persone davanti ad un fatto o situazione particolare, non avranno mai una visione completamente identica, uguale in tutto e per tutto, ma ci saranno sempre delle varianti, magari minime, ma ci saranno, e questo avviene in oriente come in occidente
Sarebbe davvero bello, poter integrare in modo armonioso e naturale filosofie e stili di vita diversi. Mescolare  spirito, mente, sapienza,  saggezza,  tradizione e innovazione. La strada è lunga, ma noi non abbiamo fretta…
Un proverbio orientale dice: “non temere di avanzare lentamente, temi solo di fermarti”.Un proverbio occidentale recita: “chi va piano va sano e va lontano”. In fondo, dicono entrambi la stessa cosa, in modo diverso.