MUSUMECI DICHIARA GUERRA AI FURBETTI DELLA L.104

DI CHIARA FARIGU

Non ne può più Nello Musumeci dei dipendenti regionali che cercano scorciatoie per non recarsi al lavoro. Pertanto, in occasione della conferenza stampa per la gestione del personale della Regione Sicilia, ha dichiarato, con piglio perentorio, guerra ai cosiddetti “furbetti” non del cartellino ma della legge 104, puntando il dito soprattutto su quanti abusano dei benefici che la normativa concede a chi deve assistere familiari con disabilità.

“E’ possibile, si domanda il governatore, che su 13mila dipendenti 2350 usufruiscano della L.104”?

Ma ci sarebbe dell’altro a far imbufalire ancor più Musumeci. Vale a dire i diversi dipendenti (un numero da quantificare) che si sono fatti “adottare” da anziani malati per poter beneficiare, in qualità di parenti, dei giorni previsti per l’assistenza. Destinati, in realtà, al disbrigo di faccende personali, con tanti saluti ai turni di servizio in regione. “Il tempo dei giochetti è scaduto”, minaccia il presidente, deciso a pubblicare i nominativi dei beneficiari per stanare chi fa uso improprio della normativa a scapito di chi invece dovrebbe usufruirne. Tredicimila dipendenti sì, ma solo sulla carta, mentre in realtà, sostiene ancora il governatore, si incontrano enormi difficoltà a trovare tecnici e altre professionalità. Se poi si sommano i 2600 dipendenti dirigenti sindacali che “non possono essere distaccati” e i trasferimenti dei lavoratori da un ufficio all’altro che non possono però superare i 50 Km dalla propria residenza, il quadro della gestione del personale appare in tutta la sua drammaticità. Da qui la ‘dichiarazione di guerra’ per porre fine a quello che appare non solo  un evidente andazzo di malcostume quanto un vero comportamento truffaldino ai danni della Regione quindi dello Stato quindi di tutti noi.

La L.104/92, alla quale fa riferimento il presidente siciliano, è la normativa relativa all’assistenza , all’integrazione sociale a tutela dei diritti delle persone con disabilità. Nello specifico, la norma prevede dei permessi retribuiti (3 gg al mese, fruibili anche in ore o in 2 due ore giornaliere, a seconda dei bisogni del paziente) sia per i dipendenti pubblici che privati che devono assistere figli, genitori o coniugi portatori di handicap o gravemente malati. Norma sacrosanta per chi ne ha necessità, una vera manna per chi ci marcia.
Come direbbe Papa Francesco, abbiamo “perso la vergogna di provare vergogna”.

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