NUOVE REGOLE PER RIEQUILIBRARE I RAPPORTI DI FORZA NEL CALCIO

DI FRANCESCO ERSPAMER

In Europa non dovrebbero esistere squadre come il Real Madrid, che quando emerge un campione se lo comprano, costi quel che costi, per migliorare la propria squadra e per impedire che giochi da qualche altra parte. In Italia non dovrebbero esistere squadre come la Juventus, che fanno la stessa cosa ma su base nazionale.
Penso che se il calcio vuole salvarsi deve trovare un equilibrio. Basterebbero tre regole: 1) Tutti i proventi della pubblicità e dei diritti televisivi o commerciali, non importa se legati a specifiche società o celebrity, vengono ridistribuiti in parti uguali fra le società della massima divisione del paese in questione, con una percentuale distribuita in parti uguali fra le società della seconda divisione; 2) I contratti dei giocatori con le società e delle società con i giocatori non possono essere sciolti, neppure consensualmente; in altre parole, se un giocatore firma per cinque anni, cinque anni deve restare, anche se nel frattempo diventa famoso e lo vuole il PSG ed è disposto a pagarlo un miliardo di euro; 3) le squadre che vincono lo scudetto o la Champions League, nei due anni successivi non possono acquistare neanche un giocatore, neppure per sostituire giocatori che si fossero infortunati o ritirati; investissero sui vivai.
Vi sembra assurdo il solo fatto che simili proposte possano essere fatte? In passato c’erano vincoli più rigidi e in altri sport (inclusa la NBA americana) sono stati istituiti meccanismi che impediscano alle società ricche di diventare sempre più potenti. Ma so bene che a tanti va bene così: il dio Mercato ha tanti fedeli.

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